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Avellino, smascherata cartomante: percepiva il Reddito di Cittadinanza senza diritto

Di Redazione16 Luglio 2026 - 15:5836 secondi fa 2 min di lettura
Avellino, smascherata cartomante: percepiva il Reddito di Cittadinanza senza diritto

Ad Avellino, la realtà supera la fantasia: scoperta una cartomante abusiva che, oltre a esercitare illegalmente la propria professione, ha approfittato del Reddito di Cittadinanza, percependo circa 30mila euro senza averne diritto. La vicenda, che fa riflettere sulla necessità di controlli più severi, è emersa grazie all’incessante lavoro delle Fiamme Gialle del Comando provinciale, che hanno denunciato la donna per frode fiscale e danneggiamento erariale.

Le indagini hanno rivelato un’attività clandestina fiorente, con oltre 4mila consulenze svolte. Se inizialmente le prestazioni erano annunciate come gratuite sui social network, il pagamento avveniva in modo occulto tramite bonifici e ricariche. Un volume d’affari non dichiarato che si aggira intorno ai 130mila euro, mentre l’evasione fiscale è stimata oltre i 50mila euro.

La denuncia dell’autorità giudiziaria e la segnalazione alla Corte dei Conti sono solo i primi passi per affrontare un caso che solleva interrogativi sulla vigilanza statale riguardo ai sussidi sociali. “Serve maggiore attenzione”, è il grido di molti cittadini, preoccupati che simili episodi possano minare la fiducia nei sistemi di aiuto economico.

In una comunità già provata da sfide economiche, questo episodio si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per i controlli su chi beneficia di aiuti pubblici. La situazione, infatti, porta a un interrogativo cruciale: come proteggere il sistema da possibili abusi senza penalizzare chi realmente ha bisogno di sostegno?

L’INPS è stato immediatamente informato, avviando le procedure per il recupero del sussidio percepito indebitamente. Questo caso, purtroppo, non è isolato e riporta alla luce l’urgenza di una riforma che renda più efficiente il monitoraggio di tali aiuti. “Ogni euro rubato è una opportunità negata a chi può davvero averne bisogno”, commentano con tristezza alcuni residenti.

L’ago della bilancia ora pende verso la giustizia, ma il peso di questa situazione resta tangibile per le famiglie avellinesi. I cittadini attendono segnali concreti: non solo punizioni esemplari, ma anche misure preventive per evitare che simili situazioni possano ripetersi.

La domanda, adesso, è inevitabile: come garantire che il sistema di aiuti non venga compromesso da episodi di malaffare? La città aspetta risposte, non soltanto parole. A chi vive ad Avellino, infatti, la salute del proprio tessuto sociale sta a cuore, e la vigilanza dovrebbe essere un impegno collettivo.