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Sorrento, sequestro all’eliporto ‘Le Tore’: nel mirino due funzionari comunali

Di Redazione7 Agosto 2026 - 13:439 ore fa 2 min di lettura
Sorrento, sequestro all’eliporto ‘Le Tore’: nel mirino due funzionari comunali

A Sorrento, è scattato un blitz che manda un chiaro segnale sulla tutela del nostro territorio. Nella mattinata di venerdì, le autorità locali, tra cui la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e la Guardia di Finanza di Napoli, hanno sequestrato il cantiere del nuovo complesso eliportuale situato in località “Le Tore”. Questo provvedimento non è solo una notizia da cronaca nera, ma un monito per chiunque pensi che la legalità possa essere stravolta in nome del progresso.

L’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura, ha lo scopo di approfondire sospetti di violazioni in materia di urbanistica e paesaggio. Un dirigente e un funzionario del Settore Lavori Pubblici del Comune di Sorrento risultano indagati, mentre la Procura avanza accuse gravi contro la conduzione del progetto, imperniato su presunte irregolarità fatte durante l’iter autorizzativo.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, le irregolarità sarebbero state accentuate dalla collocazione dell’eliporto in un’area ad alta vulnerabilità ambientale, a due passi dalla Zona Speciale di Conservazione “Costiera Amalfitana tra Nerano e Positano”. Qui, la presenza di vincoli paesaggistici e idrogeologici avrebbe dovuto far scattare un rigoroso protocollo autorizzativo, mai seguito a dovere. “Questa zona non può essere dimenticata,” commenta un residente preoccupato per il futuro del territorio.

La Procura ha puntato il dito anche sulla Conferenza dei Servizi, un’apparente semplificazione procedurale che secondo accuse potrebbe aver eluso passaggi decisivi, non includendo enti tecnici fondamentali. Una tale mancanza di controllo istituzionale solleva interrogativi scomodi: chi tutela davvero il nostro patrimonio paesaggistico?

A rafforzare le preoccupazioni, ci sono le segnalazioni relative a manufatti abusivi già acquisiti al patrimonio comunale, che avrebbero potuto complicare ulteriormente il progetto, inserendolo in un contesto di illegittimità. Le indagini mettono in luce una possibile “sanatoria” di edifici che non avrebbero rispettato i requisiti per la regolarizzazione, gettando un’ulteriore ombra sulla trasparenza dell’operazione.

Il sequestro preventivo del cantiere, con l’intento di fermare i lavori, rappresenta un importante passo verso una gestione più responsabile del territorio. “Bisogna intervenire prima che accada qualcosa di peggio,” affermano molti cittadini, che si sentono sempre più preoccupati per il futuro della propria comunità.

In questo momento, l’inchiesta è ancora nelle fasi preliminari, e porterà a verifiche approfondite delle responsabilità. Il decreto di sequestro è impugnabile, ma resta da vedere se le istituzioni sapranno rispondere adeguatamente alle domande dei cittadini e garantire che la bellezza della nostra terra venga preservata per le generazioni future.

La domanda, adesso, resta sul tavolo: riusciranno le autorità a garantire un futuro più sostenibile e sicuro per Sorrento? La città aspetta risposte, non soltanto parole.