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Coste in allerta: truffe, abusivismo e racket, Napoli ha bisogno di un piano coordinato

Una serie di episodi sulla costa napoletana — finti carabinieri, resort abusivi, tentate truffe agli anziani e presunti racket estivi — mette in luce l'urgenza di un piano che integri sicurezza, tutela ambientale e gestione degli approdi.

Di Nina Chirico18 Agosto 2026 - 10:2512 minuti fa 2 min di lettura
Coste in allerta: truffe, abusivismo e racket, Napoli ha bisogno di un piano coordinato

Procida, Ischia, Sorrento e Napoli: negli ultimi giorni la fascia costiera della città metropolitana è stata attraversata da una serie di episodi che parlano lo stesso linguaggio — vulnerabilità del territorio, fragilità delle persone e lacune nella gestione degli approdi. Non si tratta soltanto di cronache isolate, ma di elementi che convergono e richiedono una risposta unica e coordinata.

Il fermo di un minore coinvolto nella truffa del finto carabiniere a Procida, la scoperta di un resort costruito abusivamente in un’area protetta di Ischia con rischio di dissesto, la convalida dell’arresto per il presunto racket di Ferragosto e la tentata truffa ai danni di anziani a Sorrento, più l’arrivo a Napoli della Sea Watch 5 con sei persone a bordo: questi fatti scalfiscono fiducia e sicurezza, oltre a mettere sotto pressione servizi pubblici e risorse di presidio. C’è un filo che li unisce: il controllo del territorio e la protezione dei più deboli sono frammentati tra istituzioni, e chi sbaglia approfitta di questo vuoto.

Serve un piano integrato che non resti sulla carta. Prefettura, Comuni costieri, Questura, Guardia Costiera e Procura devono lavorare congiuntamente alla mappatura dei punti critici — approdi informali, scogliere accessibili, campeggi abusivi — e a protocolli di intervento rapido. La Protezione civile deve essere parte attiva: non solo allerta meteo, ma valutazioni preventive del rischio idrogeologico sulle aree ricettive e verifiche sui manufatti costruiti lungo il litorale.

Sul fronte sociale, non si può dimenticare la tutela dei soggetti fragili. Le truffe agli anziani e l’uso di minori in reati minori richiedono campagne di prevenzione mirate nei porti e nei centri turistici, sportelli informativi agli imbarchi e la collaborazione dei gestori turistici per segnalare situazioni anomale. Un registro aggiornato degli approdi e delle strutture ricettive, accessibile alle forze dell’ordine, aiuterebbe a identificare rapidamente irregolarità e a coordinare i controlli stagionali.

Il tempo della reazione a eventi isolati è finito: la costa napoletana vive di turismo e di piccole economie che non reggerebbero a una reputazione compromessa. Serve la stessa determinazione mostrata nelle inchieste giudiziarie anche nella prevenzione: tavoli permanenti, pattugliamenti congiunti in alta stagione, verifiche ambientali e protocolli per gli sbarchi straordinari. Non è retorica: è il modo concreto per proteggere persone, paesaggio e lavoro — la vera ricchezza del golfo.