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Cronaca

Stabilimento conserviero sequestrato a Sarno per presunti scarichi non autorizzati nel torrente Solofrana

Stabilimento conserviero sequestrato a Sarno per presunti scarichi non autorizzati nel torrente Solofrana

Nel bacino del Sarno è scattata una misura che mette al centro la stretta relazione tra attività industriale e tutela ambientale: uno stabilimento conserviero di notevole dimensione è stato sequestrato su disposizione dell’autorità giudiziaria, nell’ambito di controlli mirati a verifica degli scarichi industriali nell’area.

Le verifiche, condotte il 13 ottobre 2026 dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Napoli e Salerno insieme al personale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale di Napoli, hanno portato a una prima ricostruzione delle violazioni. Secondo quanto emerso, sarebbe emerso uno scarico non autorizzato di acque reflue industriali e lo sversamento di liquidi nel torrente Solofrana; contestualmente sarebbero stati rilevati limiti superati sia per gli scarichi che per le emissioni sonore. Le violazioni riguarderebbero i legali rappresentanti della società proprietaria o responsabile dell’attività. Il contesto e i dettagli operativi sono stati descritti nella gestione coordinata della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore.

Il sequestro preventivo ha riguardato la struttura produttiva dello stabilimento, con esclusione dei locali amministrativi e dei prodotti già lavorati, che restano fuori dal perimetro del provvedimento. L’azione rientra nelle attività di monitoraggio e contrasto delle condotte potenzialmente dannose per l’ambiente nell’area del Sarno, e si propone come primo tassello di una cornice investigativa volta a chiarire responsabilità e responsabilità effettive.

Le indagini procedono per definire l’entità delle violazioni contestate e l’eventuale grado di responsabilità dei rappresentanti societari. Le ipotesi investigative individuano come ambito prioritario la gestione delle acque reflue industriali e il rispetto dei limiti ambientali, con la fase attuale che vede gli accertamenti in corso e la verifica dei contorni giuridici nelle sedi competenti. Restano da chiarire le modalità operative, l’esatta entità degli sforamenti e l’impatto delle condotte sull’equilibrio ecologico del tratto interessato del Sarno.

La vicenda, maturata in un quadro di controlli serrati sull’uso delle acque e sul rumore prodotto dalle attività industriali, testimonia una attenzione crescente alle regole ambientali in un’area già nota per le pressioni sul fiume e sui corpi idrici minori che vi affluiscono. È dunque prerogativa delle indagini distinguere tra fatti accertati e ipotesi investigative, tracciando un percorso che potrebbe condurre a sviluppi processuali nelle sedi opportune.

Secondo quanto riportato, l’intervento e l’azione giudiziaria si inseriscono in una cornice di vigilanza sugli scarichi e sulle emissioni rumorose, con l’obiettivo di garantire l’applicazione delle norme e di chiarire eventuali responsabilità penali o amministrative. L’esito delle verifiche e delle prossime tappe sarà determinante per comprendere se le violazioni rilevate comporteranno ulteriori provvedimenti o misure cautelari.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it.

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