Napoli tra Decumani e Anticaglia: un uomo è stato trovato senza vita nel cuore storico della città, massacrato da numerosi fendenti. Marco Barbuto, 48 anni, è stato ritrovato riverso sull’asfalto, in una pozza di sangue, dopo un episodio che le prime ricostruzioni disegnano come un possibile incidente di camorra tra il mondo della rapina e quello della criminalità organizzata legata al traffico degli orologi di lusso. Secondo quanto riportato dalla prima ricostruzione disponibile, l’episodio potrebbe essere maturato in una dinamica di vendetta o di regolamento di conti tra gruppi rivali. Come emerge dalla ricostruzione pubblicata da cronachedellacampania.it, la scena del delitto lascia intravedere una preparazione premeditata: tra gli indizi raccolti sul posto spiccano guanti in lattice ancora indossati, un passamontagna abbandonato in fretta e furia e uno scooter con la targa occultata, elementi che hanno subito spinto gli investigatori a valutare due ipotesi principali.
Le prime ore di lavoro della Questura hanno trasferito l’indagine sulla strada della verifica serrata: la squadra Mobile sta scandagliando il sottobosco criminale legato al mondo degli orologi di pregio. Da una parte si ipotizza un regolamento di conti tra complici, legato a una spartizione di bottino di un colpo appena messo a segno o pianificato; dall’altra si teme che Barbuto fosse coinvolto in una rapina solitaria o di gruppo andata male, con l’aggressore che avrebbe risposto con violenza letale. Le fonti investigative non escludono nessuna delle due piste e invitano alla cautela fino a quando non emergano elementi di prova più concreti.
Sul piano operativo, gli investigatori stanno setacciando la zona per individuare eventuali telecamere di sorveglianza utili a ricostruire fuga e complici. Parallelamente, i tabulati telefonici e i dati mobili sequestrati all’uomo potrebbero fornire contatti chiave delle ultime ore, offrendo un mosaico utile a capire chi abbia avuto contatti stretti con Barbuto poco prima dell’omicidio.
Marco Barbuto non era un nome nuovo agli archivi delle forze dell’ordine. Il suo profilo è legato a crimini legati al mondo del Rolex, una specializzazione che l’ha visto agire in passato oltreconfine. Già nel 2018, il Tribunale di Viareggio – insieme al fratello Cristian – lo aveva condannato, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dai carabinieri di Viareggio e Forte dei Marmi, per una serie di colpi architravati da una banda dedita ai furti di orologi. L’esposizione operativa dei militari chiarì un modello di comportamento che aveva toccato anche la Versilia: raid itineranti in strutture ricettive defilate durante i quali la banda sfruttava la quiete delle località balneari per puntare preziosi polsi di turisti e residenti. Il quadro dell’epoca racconta una dinamica consolidata: cinque o sei elementi partivano da Napoli per una presenza temporanea in Versilia e, da lì, replicavano colpi dall’elevato valore economico, come testimoniato anche da blitz della Guardia di Finanza e dei carabinieri nel 2017, quando fu fermata una banda collegata a furti di alta gamma tra Forte dei Marmi e dintorni. In quel momento, Barbuto risultò implicato in più episodi sulla costa toscana, con un bottino stimato intorno ai 90 mila euro.
Oggi, nel buio dei vicoli napoletani, la morte di Barbuto riapre una pagina inquietante: chi aveva deciso di far cessare per sempre la sua attività e perché? Le indagini, ancora in corso, puntano a ricostruire non solo l’esecuzione ma anche la rete di contatti che potrebbe aver alimentato l’episodio. E se la pista della lite tra complici sembra la più plausibile, non va esclusa una reazione violenta da parte della vittima di fronte a un tentativo di rapina.
La città osserva, e Napoli sa che ogni omicidio legato al mondo degli orologi di lusso rischia di aprire nuove ferite: una storia di denaro, tradimenti e violenza che sfida la memoria di un quartiere denso di storia e di ombre. Il punto di svolta resta la verifica di telecamere, la consultazione dei dati di telefonia e l’interrogazione di potenziali testimoni: sulle prossime ore pendono nuove risposte che potrebbero chiarire se si sia trattato di una vendetta tra bande o di una rapina finita male.
Secondo le informazioni disponibili e riportate da cronachedellacampania.it, la svolta potrebbe arrivare dall’analisi dei contatti dell’ultima ora e dalla messa a fuoco di eventuali complici pronti a raccontare la verità dietro la morte di Marco Barbuto.
