Titolo: Due fronti contro l’illegalità: bonifiche accelerate e controlli rafforzati in Campania
Casalnuovo di Napoli, Palazzo Salerno-Lancellotti – Davanti a una platea di sindaci e rappresentanti delle associazioni del territorio, il prefetto Michele di Bari ha reso noti i dati dei primi nove mesi del 2026 sulla lotta agli sversamenti abusivi e alla combustione illegale dei rifiuti. L’impegno delle istituzioni punta su una strategia a due fronti: bonificare le aree già compromesse e impedire la formazione di nuove discariche abusive, con un’inedita sinergia tra prevenzione e repressione.
Alla riunione hanno preso parte autorità locali e associazioni, chiamate a fare il punto su quanto già realizzato e sulle linee operative che guideranno i prossimi mesi. I numeri forniti dal prefetto fotografano un quadro delicato ma in evoluzione: i roghi registrati mostrano un calo del 14% rispetto al periodo precedente; eppure resta alta l’attenzione sull’intero tessuto produttivo della Terra dei Fuochi. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, si è assistito a 491 aziende sequestrate o interdette e a quasi 1.200 denunce, con un incremento sensibile rispetto al passato.
Il sistema di controllo, illustrato dal rappresentante dello Stato, si fonda su una rete di forze dell’ordine, Esercito, polizia metropolitana e altre polizie locali. Un elemento chiave è la control room situata presso il comando regionale dei Carabinieri Forestali, che coordina le operazioni di monitoraggio e intervento anche grazie a strumenti tecnologici. “I risultati‑ ha osservato il prefetto – testimoniano uno sforzo di prevenzione e repressione condotto con notevole impegno, rafforzato dall’interazione tra istituzioni diverse” – una sintesi di azione che, secondo le istituzioni, va replicata e potenziata.
Durante l’incontro è emersa anche una cornice europea positiva. Nel corso del 2026 si è ricordato che, a marzo, l’Unione Europea aveva valutato positivamente la strategia adottata dal Governo anche in relazione alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, un elemento che – secondo l’Amministrazione – conferma la coerenza delle scelte messe in campo.
Il piano operativo continua a muoversi su due livelli: bonifiche mirate delle aree già compromesse e misure di deterrenza contro nuove situazioni illecite. Per la parte risanamento, si richiama l’azione del Commissariato per le bonifiche guidato dal generale Giuseppe Vadalà, con il monitoraggio dell’ARPA e dell’Ispra e con la partecipazione del prefetto Fabio Ciciliano. Le fototrappole restano uno degli strumenti utilizzati per individuare chi abbandona rifiuti in modo illegale. Il prefetto ha sottolineato che una parte degli atti di inciviltà resta circoscritta a una sparuta minoranza, ma non per questo meno preoccupante.
Dal 1° gennaio al 30 settembre sono state portate avanti oltre 900 ispezioni su attività produttive e artigianali che operano fuori dai circuiti ordinari di smaltimento. Sul fronte della circolazione stradale, circa 70.000 veicoli sono stati controllati, con 1.087 sequestri e 271 patenti ritirate. Le persone denunciate ammontano a 1.193, con un incremento del 168% rispetto ai primi nove mesi del 2025; gli arresti registrati sono stati 60, in crescita intorno al 400%. Le aziende sequestrate o interdette hanno raggiunto quota 491, raddoppiando rispetto all’anno precedente. Le sanzioni amministrative complessive totalizzano circa 7 milioni di euro.
“C’è uno spettro di azione multiforme, globale – ha concluso il prefetto – ed è questa la migliore risposta che si è data”. I dati, secondo la Prefettura, confermando l’aumento dell’impegno di prevenzione e repressione, indicano una linea di continuità: controlli costanti, interventi di bonifica e monitoraggio continuo per ridurre gli illeciti e proteggere i territori più esposti al fenomeno.
