Il Napoli regala una serata di fuoco al Maradona ma lascia scorrere una vittoria praticamente in tasca, finendo per pareggiare 3-3 con la Roma. Una partita dalle mille emozioni che, oltre al punteggio, lascia l’amaro in bocca per due episodi concreti di errore difensivo e per la gestione del vantaggio. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la serata racconta una storia precisa: tre reti segnate, ma altrettanti superati nei minuti decisivi.
La sfida prende subito ritmo alto e ritmi serrati, con la Roma che prova a rubare campo al Napoli nella metà campo avversaria. Al 24′ Soulé sigla una buona accelerazione e serve Malen in area: la conclusione dell’olandese finisce sul corpo di Meret, disturbato anche dal recupero di Di Lorenzo. È l’antipasto di una serata in cui il Napoli costruisce occasioni ma non chiude la porta, pur partendo avanti nelle ripartenze dopo un avvio di controllo romanista.
La prima prodezza azzurra arriva al 28′: su punizione di Politano, la difesa romanista non allontana bene e Anguissa, alzando la palla dall’altezza del dischetto, trova l’angolo giusto per superare Gollini. È l’1-0, un rigore di qualità che premia la capacità del Napoli di capitalizzare una palla inattiva. Poco dopo, al 42′, Hojlund brucia sulla corsa la linea difensiva avversaria e serve Olivera, ma la grande occasione si spegne sul Gollini prodigioso che dice no al raddoppio.
Nella ripresa, il copione sembrerebbe scritto: Napoli in fiducia, Roma in difficoltà. Al 48′ Politano offre un cross teso e McTominay, di testa, trafigge il portiere giallorosso per il 2-0. Il destro di Johnson della Roma sembra lontano, ma la partita prende una piega diversa: la squadra di casa, pur dominando, non chiude i conti e la gestione del risultato diventa occasione per l’avversaria.
La rimonta della Roma è rapida e nervosa: al 70′ Malen serve Soulé dai venti metri e l’argentino firma un sinistro imparabile per Meret, riaprendo la partita. Cinque minuti dopo arriva il pareggio: calcio d’angolo di Molina, la difesa azzurra non libera e Balerdi trova lo spiraglio per trafiggere Meret. Napoli passa dall’inerzia al rischio di un tracollo difensivo, con Beukema tra i protagonisti in negativo e una retroguardia che non regge la pressione.
Il guizzo dei fritti minuti finali è ancora azzurro: all’83’ McTominay si inventa dal limite e firma un destro imprendibile per Gollini, 3-2 e la certezza che la partita possa chiudersi lì. Invece non è così. Napoli non chiude i conti e, all’87’ o 89’, la Roma continua a crederci. Beukema resta a guardare una gestione difensiva poco lucida e, in extremis, Balerdi segna la sua doppietta personale fissando il 3-3. La serata si chiude con l’espulsione di Allegri per proteste, aggiungendo una nota di tensione al finale.
Analisi del match: tre gol, ma troppi errori che hanno vanificato una prestazione offensiva di grande livello. Il Napoli ha mostrato qualità e palleggio, ma ha pagato una gestione del vantaggio poco lucida e una difesa meno ferma quando serviva l’ordine. L’episodio di Beukema tra i protagonisti negativi condiziona la lettura della gara, perché senza quegli errori la rimonta non avrebbe avuto la stessa forza. Dal canto suo, la Roma ha saputo sfruttare ogni minimo minuto di controllata in più, riaprirsi e a sua volta capitalizzare, dimostrando carattere.
Questo parziale lascia la sensazione che la squadra di Allegri possa aver perso una grande opportunità per consolidare una posizione avanti nel punteggio, mentre la Roma esce dal Maradona con la consapevolezza di potersela giocare fino all’ultimo secondo. Per il Napoli resta il peso della “partita che sarebbe potuta chiudersi” e l’impegno a evitare nuove distrazioni in campo aperto. Il prossimo turno servirà a verificare se questa squadra saprà trasformare il rimpianto in una risposta concreta, evitando di compiere nuovamente gli stessi errori che hanno trasformato una potenziale vittoria in un pareggio amaro.
