Una notte di tensione ha interrotto la viabilità tra Napoli e Salerno: nella tarda serata di venerdì, un gruppo di giovanissimi incappucciati, a bordo di scooter, ha bloccato l’uscita autostradale di Scafati in direzione Pompei, seminando panico tra i conducenti in transito.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la banda ha occupato la carreggiata impedendo il passaggio, costringendo i conducenti a fermarsi e lanciando pugni contro i vetri delle auto per costringerle a fermarsi e colpendo con bastoni la segnaletica. La scena si è conclusa con un falò improvvisato al centro della carreggiata, alimentato con cartoni e legname. L’intervento delle forze dell’ordine è stato immediato e le volanti hanno riportato la calma, procedendo all’identificazione di alcuni componenti del gruppo, stando alle fonti ascoltate sul posto.
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana lungo le arterie della zona, evidenziando una percezione di vulnerabilità che preoccupa cittadini e istituzioni. Tesi non nuova, ma che ripropone la necessità di misure strutturali rapide per prevenire che la strada diventi terreno di impunità e coltivi comportamenti violenti tra giovani.
Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, è intervenuto con una presa di posizione dura, raccogliendo la segnalazione e lanciando un appello alle istituzioni e alla cittadinanza: «Queste non sono né bravate né rappresentano una qualche forma di protesta legittima. Un branco che si copre il volto, blocca una strada pubblica, terrorizza chi passa e pretende di imporre con la forza le proprie regole mette in atto comportamenti da delinquenti. È lo stesso senso di impunità che stiamo vedendo troppo spesso tra gruppi di giovanissimi convinti che le strade siano territori di conquista».
Nel frattempo, l’esponente politico ha anche chiesto una risposta giudiziaria ferma e una riflessione sul ruolo della prevenzione e della famiglia: «Adesso servono pene esemplari, verificando tutte le violazioni commesse e le responsabilità di ciascuno. Ma non possiamo limitarci a intervenire quando il branco è già in strada: servono controlli nelle aree più esposte, prevenzione e soprattutto famiglie che si assumano fino in fondo la responsabilità educativa dei propri figli. Chi cresce ragazzi convinti che minacciare, aggredire e terrorizzare gli altri sia divertimento sta contribuendo a costruire la criminalità di domani».
Sul piano operativo restano da chiarire ulteriori dettagli sull’identificazione dei responsabili e sulle eventuali responsabilità di chi ha partecipato al blitz. Le forze dell’ordine hanno confermato che gli accertamenti proseguono e che ulteriori sviluppi potrebbero emergere nelle prossime ore.
