Napoli apre le danze per il Forum Internazionale Il Metodo Mattei 2026, un appuntamento che la settimana prossima si sposterà a Roma per sviluppare una piattaforma di cooperazione tra Africa e Mediterraneo orientata al valore concreto. L’evento, presentato nella città partenopea, è stato definito come un laboratorio di opportunità economiche pratiche, in grado di tradurre la visione geopolitica in progetti bancabili e relazioni di lungo periodo, con una particolare attenzione ai territori africani. Come riportato dalla cronaca locale, la conferenza di lancio anticipa un programma che intende trasformare la cooperazione in investimenti reali.
A Roma, giovedì 12 e venerdì 13 novembre 2026, il Grand Hotel Plaza di via del Corso 126 ospiterà sei sessioni tematiche dedicate ad agricoltura, industria, energia, infrastrutture e logistica, salute e sicurezza. Le sessioni vedranno protagonisti istituzionali e operatori economici provenienti da Paesi tra cui Algeria, Messico, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudi, RD Congo, Repubblica del Congo, Somalia, Senegal, Gabon, Guinea Equatoriale, Uganda, Camerun, Germania, Argentina, Botswana ed Egitto. In agenda anche una serata di gala durante la quale si assegneranno i primi Enrico Mattei Awards. La seconda giornata sarà centrata sui Paesi e sui progetti, con focus sulle opportunità di investimento, sul Tavolo degli Investimenti e sui criteri di bancabilità, nonché sulle potenzialità di sinergia tra finanza climatica e sviluppo locale.
La figura centrale dell’iniziativa è la Fondazione SED Enrico Mattei, descritta come un’istituzione orientata ai progetti che unisce pubblico, mondo imprenditoriale, accademia e sistemi produttivi. Secondo quanto annunciato durante la presentazione, l’obiettivo è tradurre la visione geopolitica in opportunità economiche concrete, puntando su realismo, competenza e partenariati tra economie complementari per creare valore direttamente all’origine dei territori interessati, senza ricorrere a logiche assistenziali. In questa cornice, l’idea è evitare programmi teorici o puramente assistenziali, operando invece come ponte tra idee e investimenti concreti.
Napoli viene indicata come nodo strategico di collegamento tra Mediterraneo e Africa. Il referente per Napoli della Fondazione ha sottolineato il ruolo della città come porta di ingresso per le opportunità di sviluppo previste dal progetto, aprendo una prospettiva di connessione tra imprese locali e grandi mercati africani. La fondazione ha sede a Matelica (MC) ed è presentata come un’organizzazione che mette al centro progetti concreti in settori chiave come sicurezza alimentare, energia, infrastrutture e salute, con un metodo che privilegia partnership tra soggetti pubblici e privati, formazione e sperimentazione di nuove modalità di cooperazione.
Il programma di Roma, oltre alle sessioni settoriali, prevede momenti che dovrebbero chiarire i criteri di bancabilità degli investimenti e facilitare incontri tra investitori internazionali e progetti in pipeline. L’obiettivo dichiarato è offrire una cornice di dialogo dove finanza, politica ed imprese possano definire insieme percorsi di sviluppo offrendo alle realtà africane strumenti concreti per crescere in modo sostenibile e durevole.
Il forum si inserisce in una cornice di politiche e alleanze che cercano di rafforzare un dialogo economico bilanciato tra l’Europa e il continente africano, spostando l’asse delle opportunità dalla semplice assistenza a una logica di investimenti e di fiducia reciproca. Napoli, come primo compasso di una strategia che guarda al Mediterraneo come corridoio di sviluppo, resta al centro di una narrazione dove l’Italia si propone non solo come intermediario, ma come partner affidabile per progetti concreti di lungo periodo.
