Napoli trasforma TikTok in una rete di sostegno contro la violenza di genere
Napoli sperimenta una nuova via di ascolto e protezione: un incontro online su TikTok ha riunito gruppi di donne, associazioni del territorio, professionisti e rappresentanti delle istituzioni con l’obiettivo di spezzare il silenzio che spesso avvolge la violenza di genere e offrire un accesso facile a chi ne è vittima. L’iniziativa è stata organizzata dal gruppo Donne unite contro la violenza e sopravvissute, guidato da Luana Orefice.
Tra i partecipanti figura Soccorso Napoli Sanità, rappresentato dal vicepresidente Rosario Esposito Nuzzo, che ha sottolineato l’impegno del primo soccorso e dell’assistenza socio-sanitaria per le donne che si rivolgono ai presidi di emergenza del territorio. La tavola rotonda virtuale ha visto anche la presenza di avvocati e psicologi, figure chiave per accompagnare le vittime lungo i percorsi di fuoriuscita dalla violenza, dal versante legale a quello psicologico ed emotivo.
Un tema centrale è emerso chiaramente: potenziare strumenti di denuncia e tutoraggio, rafforzando al contempo i centri antiviolenza cittadini e le case rifugio. L’amministrazione locale è intervenuta tramite l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, che ha evidenziato come la sinergia tra terzo settore, professionisti e istituzioni sia la via più efficace per dare gambe concrete a campagne di prevenzione e a pratiche di ascolto e condivisione.
L’assessore ha poi sottolineato che la cooperazione tra reti sociali, servizi pubblici e realtà del volontariato deve parlare la lingua della quotidianità, puntando su spazi di condivisione e supporto come quelli promossi dall’iniziativa di Luana Orefice. L’esito dell’incontro indica che i social possono trasformarsi, quando usati con consapevolezza, in strumenti di riscatto e in luoghi di speranza per chi cerca aiuto.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, questa esperienza segnala una tendenza crescente a utilizzare le piattaforme digitali non solo per sensibilizzare, ma per creare reti operative a livello locale, capaci di collegare domanda di aiuto, servizi pubblici e rete solidale in un circuito di sostegno accessibile e immediato.
