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Cronaca

Onde Parole: venti vocaboli italiani in viaggio nel mondo raccontano identità e creatività

Onde Parole: venti vocaboli italiani in viaggio nel mondo raccontano identità e creatività

Una nuova iniziativa culturale mette l’italiano al centro della scena internazionale: Treccani Cultura presenta Onde Parole italiane in viaggio, una operazione concepita per la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo 2026 con l’obiettivo di restituire all’italiano la sua dimensione di lingua creativa e capace di dialogare in contesti globali.

Realizzato in accordo con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il progetto mette a disposizione venti brevi tracce audio consultabili gratuitamente dagli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, attraverso una piattaforma navigabile sviluppata da Hibou, cooperativa specializzata in soluzioni digitali per la cultura. L’iniziativa punta a mettere in evidenza gli italianismi che hanno percorso confini e culture, portando nel dialogo internazionale una parte della tradizione linguistica italiana.

Al centro dell’indagine ci sono gli italianismi che meglio hanno viaggiato oltre i confini. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, in testa alla classifica si colloca pizaiuolo, termine napoletano legato all’arte della panificazione e della cucina, già riconosciuto dall’UNESCO nel 2017 tra i beni immateriali dell’umanità. Una scelta significativa: una parola legata a una pratica quotidiana trasformata in simbolo identitario.

A seguire, due simboli di un rituale domestico e pubblico al tempo stesso, associati al caffè: espresso, noto per l’estrazione rapida, e moka, la celebre caffettiera ottagonale brevettata da Alfonso Bialetti nel 1933 e dedicata al porto di Mokha in Yemen. Questi vocaboli testimoniano come un gesto semplice – bere un caffè – possa diventare esperienza linguistica condivisa a livello globale, portando con sé conoscenze tecniche e storie di design industriale.

Al quarto posto compare il tramezzino, nato nel 1925 al Caffè Mulassano di Torino e battezzato dalla penna di Gabriele d’Annunzio per descrivere qualcosa che sta tra i pasti principali. La quinta posizione è occupata dai jeans, iconici pantaloni di denim che hanno origine da Genova e hanno preso il nome dal toponimo francese di Genova (Gênes), custodi di una storia tessile e di moda diffusasi in tutto il mondo.

Tra i primi dieci si incontrano anche carpaccio, creato all’Harry’s Bar di Venezia in omaggio ai colori pittorici di Vittore Carpaccio, e italic, cioè il termine che identifica lo stile tipografico corsivo nato dai tipi mobili di Aldo Manuzio e Francesco Griffo nel 1501. Completano la rassegna lo stucco, termine dell’architettura decorata esportato dall’area dei maestri comacini e ticinesi, e due vocaboli musicali come soprano e falsetto, testimonianze dell’influenza lirica italiana nei teatri di tutto il mondo.

L’immagine che emerge è quella di un lessico vivo che continua a viaggiare insieme all’ingegno e alla bellezza del Paese. Onde si sviluppa in venti tracce audio disponibili gratuitamente per gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo grazie a una piattaforma navigabile curata da Hibou, cooperativa specializzata in soluzioni digitali per la cultura. L’iniziativa trae una metafora da Marconi, collegando la diffusione del suono alle onde radio e offrendo una lettura della lingua come atto di posizionamento culturale sul palcoscenico globale. In sintesi, l’italiano resta una lingua in movimento e capace di offrire simboli concreti di identità e creatività, capaci di attraversare culture e tempi con una forza comunicativa distintiva.

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