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Napoli, centro storico senza telecamere: testimone descrive terzetto di aggressori nell’omicidio Barbuto

Napoli, centro storico senza telecamere: testimone descrive terzetto di aggressori nell’omicidio Barbuto

Napoli, Decumani: massacro notturno e identikit del terzetto di killer

Un omicidio consumato nel silenzio dei vicoli del centro storico di Napoli Scosso da una ferocia improvvisa, il quartiere dei Decumani si è svegliato con una scena cruenta: Marco Barbuto, 48 anni, noto alle cronache per i suoi precedenti legati a rapine e furti mirati, è stato trovato senza vita poco dopo mezzanotte, colpito da numerose fendenti e riverso su via San Giovanni in Porta. L’autore del brutale attacco resta al centro delle indagini, che ora pongono al centro la testimonianza oculare di un uomo che era nelle vicinanze al momento dell’agguato. La dinamica descritta dai testimoni non lascia dubbi sulla brutalità dell’intervento: Barbuto sarebbe stato intercettato da tre persone, a volto scoperto, mentre era ancora in sella al proprio scooter.

Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Napoli, coordinate dal commissariato Decumani e guidate dal dirigente Mario Grassia, si muovono tra elementi concreti e zone d’ombra. L’assenza di telecamere di sorveglianza nella zona rende difficile ricostruire l’esatta sequenza dell’episodio, ma la presenza di una testimonianza chiave permette agli investigatori di tracciare un identikit dei tre aggressori. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, tre uomini hanno bloccato Barbuto in sella al suo scooter: due lo hanno immobilizzato, impedendogli di scappare, mentre il terzo avrebbe sferrato i fendenti mortalmente.

L’arma utilizzata non è stata descritta nei dettagli, ma la modalità dell’agguato lascia intendere un’azione rapida e studiata per impedire qualsiasi reazione. Il riverbero delle urla ha richiamato alcuni residenti che hanno allertato immediatamente il 113. All’arrivo dei soccorsi, però, per la vittima non c’era più nulla da fare. Sul posto anche i tecnici della Polizia Scientifica, che hanno avviato i rilievi per cercare eventuali tracce utili a chiarire la collaboratività tra i componenti del gruppo.

Il passato di Barbuto appare come una cornice importante per inquadrare la figura agli occhi degli inquirenti: nel corso degli anni è stato coinvolto in una serie di episodi legati a rapine, furti, ricettazione e sequestro di persona. Era noto come un “trasfertista” di merci di pregio e un ingrediente ricorrente nelle cronache legate ai furti di orologi di lusso, soprattutto ai danni di target esclusivi. Nonostante legami e frequentazioni nel mondo criminale, al momento gli investigatori non hanno elementi che attestino un suo inserimento organico nelle cosche di camorra. La sua salma è stata sottoposta a sequestro in attesa dell’autopsia, mentre le indagini proseguono per chiarire se quest’omicidio sia maturato in contesto di regolamento di conti o sia il risultato di una rapina finita male.

L’assenza di denaro o oggetti di valore addosso al defunto, unitamente all’assetto dell’azione violenta, hanno spinto gli investigatori a valutare più piste: una vendetta lampo tra contatti del mondo della microcriminalità locale o una faida interna legata a spartizioni di proventi da reati precedenti. Le prossime ore saranno decisive per capire se emergano nuovi elementi, nuovi testimoni o eventuali sviluppi nelle attenzioni investigative.

La scena della notte napoletana accende un ulteriore focus sul tessuto della criminalità nel cuore della città: un centro storico che, nonostante la sua vivacità turistica, resta terreno di attività illecite legate al furto di beni di prestigio e a dinamiche di potere tra gruppi criminali. Le autorità invitano chiunque possa fornire ulteriori dettagli a farsi avanti, per contribuire a chiudere il cerchio attorno al trio di aggressori e fare chiarezza su una vicenda che, al momento, resta avvolta dal velo dell’indagine.

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