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Caivano: catturato l’evaso dal carcere di Carinola, 22enne arrestato in baraccopoli al termine di blitz congiunto tra Polizia e Penitenziaria

Caivano: catturato l’evaso dal carcere di Carinola, 22enne arrestato in baraccopoli al termine di blitz congiunto tra Polizia e Penitenziaria

Caivano – Latitanza chiusa nel territorio caivanese: l’evaso dal carcere di Carinola forte di un permesso di lavoro è stato rintracciato e posto in custodia al termine di una vasta operazione di polizia

Caivano si è svegliata questa mattina con una verità già scritta: Francesco Ahmetovic, 22 anni, non è più irreperibile. Evaduto il 13 ottobre dalla Casa di Reclusione di Carinola, in provincia di Caserta, ha trovato la sua fine della fuga in una baraccopoli del comune napoletano, dove gli agenti hanno intercettato e bloccato il fuggitivo. L’epilogo della latitanza è stato raggiunto grazie a un’azione coordinata tra la Polizia di Stato e il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, che hanno seguito una traccia di movimenti finora non definita in modo definitivo. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, il risultato dell’indagine ha segnato la chiusura di una ricerca estesa sul territorio.

L’iter investigativo, già noto alle forze dell’ordine, intreccia un passato inquieto con una fuga che ha lasciato poche tracce. Ahmetovic era stato arrestato nel febbraio 2024 a seguito di un’articolata indagine condotta dalla Squadra Mobile di Napoli, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, il giovane figurava all’interno di un gruppo armato ritenuto responsabile di una lunga scia di rapine commesse nella zona. In uno degli episodi violenti, l’impegno criminale avrebbe coinvolto anche il tentativo di assicurarsi la fuga speronando un agente di polizia a bordo di un motoveicolo di servizio.

La dinamica della fuga ha spinto leautorità a una perlustrazione su scala ampia, affidando le indagini alla Sezione Criminalità Straniera della Squadra Mobile napoletana, in stretta collaborazione con il personale della Polizia Penitenziaria. Da subito è emersa una traccia di spostamenti che ha portato gli investigatori a delineare un’area di ricerca ben definita, finché la localizzazione è arrivata in una baraccopoli di Caivano. L’intervento ha permesso di rintracciare Ahmetovic e di riportarlo in custodia, chiudendo così una vicenda che aveva tenuto col fiato sospeso le forze dell’ordine per diverse settimane.

Quello che ora resta da chiarire sono i contorni della fuga e le eventuali reti logistiche che l’hanno resa possibile. Gli accertamenti proseguono per capire se vi siano coinvolgimenti esterni o supporti esterni al posto di detenzione che abbiano facilitato l’evasione. Al momento, però, la scena è chiara: un ragazzo noto per crimini gravi ha perso la sua latitanza in un contesto urbano difficile, all’interno di un’area dove la presenza delle forze dell’ordine ha permesso di ristabilire rapidamente la legalità.

Con il ritorno in custodia di Ahmetovic, le autorità ribadiscono la continuità della vigilanza e della verifica delle condizioni che hanno reso possibile l’evasione. Non si tratta solo di un’operazione di cattura: è anche una verifica sul funzionamento del sistema di permessi all’esterno per detenuti e sulla capacità di reagire a situazioni di fuga improvvisa. Il fronte investigativo resta aperto per definire eventuali responsabilità specifiche e per valutare nuove misure di controllo che, si legge in molte ricostruzioni di questo tipo, diventano necessarie quando un caso come questo si ripete all’interno di una stessa rete di enti e procedure.

In chiusura, la vicenda resta una testimonianza della rapidità con cui le forze dell’ordine sanno integrarsi tra loro per ricostruire percorsi di fuga e assicurare nuovamente la libertà delle strade pubbliche. Restano però da chiarire alcuni dettagli residui: restano in corso gli accertamenti necessari a definire pienamente l’intera cornice di questo episodio e a stabilire se l’interazione tra diverse articolazioni dello Stato abbia, in futuro, potenziato ulteriormente i controlli sui detenuti in permesso di lavoro all’esterno.

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