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Cronaca

Napoli arresta il secondo autore della rapina all’orologio da 250mila euro di Ara Darzi a Capri

Napoli arresta il secondo autore della rapina all’orologio da 250mila euro di Ara Darzi a Capri

Capri, isola d’elite, entra in una nuova fase la rapina ai danni del parlamentare della Camera dei Lords: è stato arrestato il secondo rapinatore, ritenuto tra gli autori del colpo del 13 luglio 2025 sull’isola azzurra, che vide rubar un orologio da 250mila euro.

Le indagini dei Carabinieri della compagnia di Sorrento e della Stazione di Capri hanno ricostruito una preparazione meticolosa. Per ore, gli investigatori hanno osservato i movimenti della vittima e annotato i luoghi frequentati, fino a delineare una serie di sopralluoghi mirati ai fianchi dell’area pedonale caprese. Secondo la procura, si trattava di una orchestrazione pianificata nei minimi dettagli, finalizzata a cogliere il momento più propizio per agire.

In base alla ricostruzione operata dai magistrati, la rapina è stata consumata nell’area pedonale del centro cittadino: uno degli esecutori immobilizza la vittima e si impossessa dell’orologio, mentre l’altro fornisce copertura e controlla l’adiacente via di fuga. L’intera operazione ha avuto quindi una componente di coordinazione che ha consentito una rapida allontanamento dall’isola a bordo di un motoscafo attrezzato per la fuga. L’analisi delle immagini di videosorveglianza, integrata da testimonianze e altri accertamenti, ha permesso agli investigatori di ricostruire le varie fasi dell’assalto.

Stando alle informazioni disponibili e riportate da cronachedellacampania.it, il primo sospetto era già stato fermato a Napoli il 9 ottobre 2025, con l’apporto dei carabinieri della compagnia di Sorrento e della Napoli Stella, mentre tentava di darsi alla fuga a piedi. Nei giorni successivi, la stessa linea investigativa ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il secondo imputato, in relazione all’episodio del 13 luglio a Capri. Entrambi i sospetti sono napoletani, come già era stato rilevato per il primo arrestato.

Il commercio di tempo e denaro intorno a un oggetto di lusso ha fornito la cornice della vicenda: l’orologio in questione è un Richard Mille RM7, prezioso simbolo di status che ha probabilmente attirato l’attenzione dei responsabili. La procura di Torre Annunziata ha evidenziato che la dinamica è stata studiata con attenzione e che la fuga è stata predisposta fin dalle prime fasi dell’indagine, senza che però si escluda che ulteriori dettagli possano emergere nel prosieguo delle indagini.

Per ora, l’attenzione degli inquirenti resta concentrata sui restanti elementi da chiarire: identità dei complici, eventuali collegamenti tra i due rapinatori e altre fasi della pianificazione, nonché l’esatta complessità della rete che ha reso possibile la fuga marittima. Le procedure proseguono sotto il rigore delle verifiche della magistratura, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità aggiuntive e di chiarire pienamente la sequenza degli eventi.

In attesa di sviluppi, la vicenda resta una delle rapine di alto profilo che hanno interessato l’area del Golfo e l’isola di Capri negli ultimi anni, sollevando domande sull’efficacia dei controlli nelle aree pedonali e sull’uso di mezzi navali per le fughe. La procura ha annunciato che continuerà a verificare ogni elemento utile a definire ruoli e responsabilità, sempre nel possesso del principio di presunzione di innocenza.

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