Caivano (Napoli) – Il tribunale di Napoli Nord ha assolto Vittorio De Luca, 75 anni, suocero del boss Domenico Ciccarelli, dall’accusa di minacce aggravate dal metodo mafioso nei confronti del sacerdote anticamorra Don Maurizio Patriciello, nell’ambito di un procedimento legato a una serie di episodi che hanno attraversato il Parco Verde. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la decisione arriva in una cornice processuale che aveva visto l’imputato al centro di accuse multiple, anche se non tutte hanno trovato conferma in via definitiva.
L’episodio centrale che ha innescato il procedimento risale all’aprile 2022, quando De Luca affisse un pannello all’inferriata adiacente al cancello pedonale della parrocchia di San Paolo Apostolo, nel Parco Verde di Caivano, con la scritta Bla Bla Pe’ Mo’, interpretata dagli inquirenti come un atto minatorio nei confronti di Don Patriciello. L’atto è strettamente legato a un contesto di tensione crescente nell’area, già segnata dall’attenzione della Chiesa e delle associazioni impegnate nella lotta alla camorra locale.
In parallelo, nell’ambito della stessa vicenda, il ruolo di Bruno Mazza emerge come parte offesa: Mazza faceva parte dell’associazione «Un’infanzia da vivere», componente del Comitato di Liberazione dalla Camorra dell’area nord di Napoli, e fu coinvolto nella ricostruzione delle frizioni tra i soggetti coinvolti quando indicò in una chat che De Luca sarebbe stato autore della scritta. Da quel contesto, era emersa una discussione pubblica in cui sarebbero emerse minacce riferite anche a Mazza, in presenza di testimoni.
La parte civile aveva identificato De Luca in base a quanto emerso durante le indagini e in relazione a quel contesto; tuttavia la sentenza odierna ha ritenuto, nel primo profilo processuale, che non fosse possibile attribuire in modo definitivo la responsabilità per i capi contestati, riconoscendo il ne bis in idem (divieto di giudicare due volte la stessa condotta) per il capo A, e statuendo che i capi B e C non trovavano riscontro. In sostanza, la corte ha ritenuto che la questione relativa alle minacce non fosse dimostrata in modo definitivo ai fini dell’assoluzione integrale dell’imputato su quei capi.
Nel frattempo, in un filone separato della medesima analoga vicenda giudiziaria, lo stesso tribunale di Napoli Nord, con un collegio diverso, il 9 ottobre scorso aveva emesso una condanna per stalking con l’aggravante del metodo mafioso nei confronti di De Luca, per un episodio avvenuto durante la celebrazione di una messa: secondo l’accusa, il 28 settembre 2025 De Luca avrebbe consegnato un proiettile a Don Maurizio Patriciello durante la distribuzione dell’eucaristia. La distinzione tra i due filoni è cruciale per comprendere la differenza tra le conseguenze penali attuate e il fatto che la stessa persona sia stata in esito oggetto di verdetti differenti su episodi collegati ma non identici.
L’avvocato di De Luca, Gabriele Roberto Cerbo, ha commentato la sentenza di assoluzione come significativa perché rimetterebbe in discussione una serie di atti precedenti, anticipando che si valuteranno motivazioni d’appello contro la precedente condanna. In vista di una campagna giudiziaria ancora in evoluzione, resta aperta la ricostruzione di eventuali sviluppi ulteriori e di eventuali altre verifiche di responsabilità che potrebbero emergere nel prosieguo delle indagini.
La vicenda resta inserita in un contesto territoriale già segnato dall’impegno di cittadini, associazioni e istituzioni nella lotta alle dinamiche camorristiche. L’episodio di Caivano, così come le successive valutazioni processuali, evidenzia come la giustizia debba fare i conti con fatti complessi, contraddittori e potenzialmente contrastanti tra loro, obbligando lettori e operatori a distinguere con precisione tra accuse, prove e decisioni definitive.
In attesa di motivazioni e di eventuali sviluppi, resta centrale il tema della tutela delle vittime e della corretta gestione delle responsabilità nel quadro di una realtà in cui la linea tra provocazione, intimidazione e azione concreta resta spesso sottile e dibattuta.
