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Pomigliano d’Arco: auto di servizio della Polizia Municipale usata per fini personali, interrogazione consiliare

Pomigliano d’Arco: auto di servizio della Polizia Municipale usata per fini personali, interrogazione consiliare

Pomigliano d’Arco: interrogazione consiliare su possibile uso improprio di auto di servizio della Polizia Municipale

Pomigliano d’Arco sta passando dall’emergenza informativa a una verifica istituzionale mirata. Tre consiglieri comunali hanno depositato un’interrogazione formale, chiedendo chiarimenti sull’uso di un’auto della Polizia Municipale per esigenze personali durante l’orario di servizio. L’iniziativa punta a fare chiarezza sui criteri di impiego dei mezzi pubblici e sulle eventuali irregolarità, qualora emergano conferme.

La vicenda riguarda un episodio che, secondo la segnalazione, sarebbe avvenuto sabato 12 settembre 2026. Il caso era stato sollevato inizialmente dal giornalista Nino Pannella attraverso un post pubblicato sulla propria pagina Facebook. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la segnalazione ha trovato spazio anche nell’impostazione dell’interrogazione presentata dai consiglieri.

Secondo la descrizione fornita, il comandante della Polizia Municipale avrebbe trasportato il proprio figlio minore a bordo di un’autovettura di servizio, in presenza di un altro ufficiale. Il presunto spostamento sarebbe avvenuto durante l’orario di lavoro e avrebbe coinvolto un percorso verso un evento e un parco pubblico, elementi che sollevano interrogativi circa l’uso dei mezzi dell’amministrazione e la conformità alle norme che regolano tutele e dotazioni.

Gli autori dell’interpellanza chiedono all’amministrazione di verificare la fondatezza della segnalazione e di acquisire gli eventuali filmati richiamati nella ricostruzione dell’episodio. L’obiettivo è ricostruire con precisione cosa sia effettivamente successo, chiarendo le ragioni dello spostamento e le circostanze in cui sarebbe stata utilizzata l’autovettura di servizio. Una richiesta chiara di trasparenza, supportata dall’esame di eventuali registrazioni, che potrebbe fornire elementi concreti utili a valutare eventuali profili disciplinari.

La questione, se confermata, rischia di aprire zone di responsabilità che non riguardano solo l’operatività quotidiana della polizia locale, ma anche la governance della gestione dei veicoli e la definizione di regole interne per l’uso di mezzi pubblici. I consiglieri hanno sottolineato che, in presenza di elementi certi, potrebbero emergere conseguenze di natura disciplinare e, ove ve ne siano i presupposti, anche aspetti di carattere penale. Per questo chiedono un approfondimento affidato agli organi competenti, prima di valutare eventuali ulteriori iniziative politiche o amministrative.

Al momento, si tratta di circostanze segnalate e di un’interrogazione consiliare: la effettiva ricostruzione dipenderà dagli accertamenti richiesti alle autorità competenti. La vicenda mette al centro della dialettica cittadina il tema della trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche e della necessaria vigilanza sull’operato delle forze di polizia locale, chiamate a fungere da garanti della corretta gestione degli strumenti attribuiti al Comune. Da parte sua, l’amministrazione dovrà rispondere non solo nel merito della segnalazione, ma anche in termini di affidabilità e tempestività delle verifiche.

In attesa degli esiti degli accertamenti, resta chiaro che Pomigliano d’Arco è chiamata a una discussione pubblica sull’equilibrio tra efficienza del servizio e rigore nella gestione delle attrezzature comunali. Un episodio che, se confermato, potrebbe incidere sulle prassi interne, ma che, soprattutto, richiama la necessità di procedere con la massima prudenza e nel rispetto della presunzione di innocenza fino a prova contraria.

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