Napoli corre il rischio di non reggere l’onda lunga del turismo di massa se non si decide subito un quadro amministrativo chiaro e operativo. Le critiche espresse da Amedeo Conte sul modello attuale non sono un attacco fine a se stesso: sono un campanello che va tradotto in scelte concrete, ora che eventi internazionali possono aumentare la pressione sulle strade, sui trasporti e sui servizi.
Il nodo non è il turista: è la capacità della città di governare flussi e impatti. L’attività legata all’America’s Cup che si profila porterebbe in città presenze concentrate e di alto profilo mediatico: questo significa più posti letto occupati, più mezzi pubblici affollati, più rifiuti e più richiesta di sicurezza pubblica. Se il Comune, la Prefettura e gli altri enti non mettono in fila responsabilità e strumenti, si rischia di reagire all’emergenza anziché governarla.
Che cosa può fare l’amministrazione? Innanzitutto consolidare regole su alloggi turistici: un anagrafe chiara delle locazioni brevi, limiti temporali e sanzioni efficaci per chi elude le norme. Va valutata anche una discriminazione delle autorizzazioni nelle aree più fragili — il centro storico, i quartieri costieri e le isole — per evitare la desertificazione residenziale. Accanto a questo, la leva fiscale deve diventare un modo per restituire risorse alla manutenzione urbana, ai trasporti e ai servizi di emergenza, non solo un gettito fine a se stesso.
Mobilità e sicurezza sono il secondo fronte: potenziare corse straordinarie, istituire percorsi pedonali e limitazioni temporanee allo stazionamento nelle giornate clou, coordinare la viabilità con Prefettura, Questura e Capitaneria sono passaggi banali ma spesso eseguiti all’ultimo momento. Occorre pure rafforzare il sistema di raccolta rifiuti e pulizia, e rendere operativa una cabina di regia che includa Soprintendenza e ASL quando gli eventi impattano sul patrimonio e sui servizi sanitari.
Infine, regole chiare richiedono controllo: presidi della Polizia Municipale, una task force per il rispetto delle ordinanze e campagne informative rivolte ai residenti e ai visitatori. Non si tratta di chiudere la città al turismo, ma di trattare il turismo come una risorsa da governare. Napoli ha tutto per attrarre, ma adesso serve una scelta amministrativa: programmare, regolare, investire. Farlo prima che arrivi l’onda è l’unico modo per trasformare una pressione in opportunità reale per la città e per chi la abita.
