La Corte di Cassazione ha annullato l’assoluzione di Crescenzo Marino e ha disposto che il processo torni a Napoli per un nuovo giudizio: una decisione che apre nuovamente la partita processuale e riporta la vicenda al tribunale partenopeo.
Nella motivazione depositata la Suprema Corte indica ragioni di natura formale: difficoltà nella motivazione della sentenza di merito e profili critici nella valutazione delle prove e nell’istruttoria, elementi che — secondo i giudici di legittimità — non consentono una statuizione definitiva. La pronuncia non equivale a una valutazione del merito dei fatti; si tratta di un annullamento dell’assoluzione per vizi procedurali e di rito che richiedono il rinvio a un nuovo esame da parte dei giudici di Napoli.
Sul piano processuale le conseguenze sono chiare e immediate. L’assoluzione cancellata non produce più effetti definitivi: il processo riparte e la pubblica accusa potrà riformulare le proprie richieste, integrare atto e prove e chiedere eventuali accertamenti supplementari. Anche la difesa avrà occasione di depositare memorie, chiedere nuove audizioni e proporre controperizie. I tempi dipenderanno dall’ufficio giudiziario competente e dalla calendarizzazione delle udienze, ma è prevedibile che la vicenda rimarrà aperta nei prossimi mesi.
Per Marino, il cui nome è seguito con attenzione nell’ambiente sportivo partenopeo, la decisione riaccende l’interesse pubblico e mediatico. Va ricordato però che la Cassazione ha motivato la scelta su questioni procedurali: la presunzione d’innocenza resta intatta fino a una sentenza definitiva che accerti il fatto nel merito. Eventuali misure cautelari o conseguenze amministrative dipenderanno da atti successivi e da valutazioni specifiche dei giudici.
Dal punto di vista locale, il rinvio a Napoli significa che il dibattimento tornerà a svolgersi nel capoluogo, con possibile ripercussione sulla copertura mediatica e sull’attenzione delle tifoserie. Gli sviluppi saranno monitorati dalle istituzioni coinvolte: Procura, tribunale e avvocati delle parti forniranno nelle prossime settimane i dettagli procedurali e le possibili date per la ripresa dell’istruttoria.
La vicenda, dunque, non si chiude con la pronuncia della Cassazione: la palla torna sul campo napoletano e la nuova fase processuale deciderà se si ripeterà la sentenza di assoluzione o se emergeranno elementi che porteranno a una diversa valutazione del caso.