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Tribunale ordina: carrozzina hi-tech da 23mila euro per paziente con SMA, ASL Napoli 1 condannata

Di Redazione31 Luglio 2026 - 15:4326 secondi fa 3 min di lettura
Tribunale ordina: carrozzina hi-tech da 23mila euro per paziente con SMA, ASL Napoli 1 condannata

Napoli: Vittoria storica per Christian Durso, un diritto alla salute che fa discutere

La storia di Christian Durso, un giovane affetto da atrofia muscolare spinale, ci ricorda che la lotta per il diritto alla salute e all’autonomia è tutt’altro che conclusa. Il Tribunale di Napoli ha recentemente condannato l’Asl Napoli 1 Centro a coprire integralmente il costo di una carrozzina elettronica verticalizzante del valore di oltre 23 mila euro, segnando un importante precedente per le persone con disabilità. Questo verdetto non è solo una vittoria personale, ma una battaglia per il riconoscimento di diritti fondamentali, un messaggio forte alla comunità e alle istituzioni.

“È un risultato che riafferma l’importanza della personalizzazione nell’assistenza sanitaria”, commenta l’Associazione Luca Coscioni, che ha seguito da vicino la vicenda. Come emerge da quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, i giudici napoletani hanno sottolineato che ogni ausilio deve essere non solo previsto dal nomenclatore tariffario, ma soprattutto adeguato alle specifiche esigenze del paziente. Un principio fondamentale che, se applicato, potrebbe cambiare radicalmente il panorama dell’assistenza ai disabili in Campania e oltre.

La vicenda di Christian è iniziata quando la sua vecchia carrozzina, utilizzata per anni, è diventata non riparabile. Tempi difficili per una persona che, come tanti, non può permettersi di scendere a compromessi con la propria autonomia. L’Asl inizialmente ha autorizzato solo una parte della fornitura, ammettendo un rimborso di 13.381,68 euro su un costo totale di 23.215 euro, sostenendo che fosse sufficiente. Una risposta che il giovane non ha accettato, dimostrando che la questione si spinge oltre meri numeri: “Non si può andare avanti così”, raccontano alcuni residenti, solidali con Christian e le sue battaglie.

Assistito dall’avvocato Alessandro Bardini, Christian ha fatto ricorso, ottenendo finalmente giustizia. Il Tribunale gli ha dato ragione, ordinando all’Asl di farsi carico dell’intero costo della carrozzina, compresi i costi legali. Una sentenza che non solo illumina il suo percorso, ma getta luce su un tema cruciale: l’accessibilità e la dignità delle persone con disabilità.

Continuare a considerare la salute e l’autonomia come un diritto inalienabile è una battaglia che resta aperta. Gli avvocati e le associazioni nel settore chiedono che questa sentenza non rimanga un caso isolato, ma che si traduca in politiche pubbliche concrete. Gli utenti hanno bisogno di un sistema che non tratti la loro condizione come un costo, ma come un investimento nella qualità della vita.

All’indomani della sentenza, i cittadini si chiedono come mai simili episodi siano stati tollerati fino ad oggi: “Qualcuno deve spiegare come sia possibile che per anni non ci sia stata attenzione a questi temi”, dicono in molti. E la risposta a questa domanda potrebbe diventare una questione centrale nel dibattito pubblico, coinvolgendo non solo le istituzioni ma anche la comunità nel suo complesso.

Siamo in una fase in cui il territorio guarda con attenzione le mosse delle autorità sanitarie e politiche. Le aspettative sono alte; cittadini come Christian Durso portano la testimonianza di una battaglia giusta. La città di Napoli, con la sua cultura di resilienza e solidarietà, ha ora l’opportunità di farsi parte attiva in questa lotta per i diritti, affinché il principio di accesibilità e personalizzazione non diventi solo un’invocazione, ma una pratica quotidiana. La domanda ora è: il sistema sanitario saprà rispondere adeguatamente a questa nuova consapevolezza?