A Castellammare di Stabia, il clima è rovente. Roberto Elefante, ex presidente del Consiglio comunale, si prepara a una battaglia legale contro le accuse che hanno portato allo scioglimento dell’amministrazione guidata da Luigi Vicinanza. Ai suoi lati, volti noti come l’ex sindaco e l’ex vicesindaco, tutti uniti nel respingere un rapporto di oltre quattrocento pagine che, secondo Elefante, rappresenta nulla di meno che una “manipolazione” delle verità.
In una conferenza stampa che ha riunito sostenitori e familiari in un aula carica di emozione, Elefante ha accusato la Commissione d’accesso di aver creato una narrazione distorta che lo affianca a figure criminali. “Sono stato descritto come il Provenzano di Castellammare”, ha dichiarato con evidente indignazione, esprimendo il suo forte rifiuto a essere etichettato senza prove. “Non c’è un solo reato contestato, solo insinuazioni e parentele di terzo grado”.
La notizia, riportata in origine da www.cronachedellacampania.it, ha scatenato discussioni tra cittadini e nelle aule politiche. Il coinvolgimento di Elefante e della sua rete di conoscenze viene considerato “incompatibile” con il suo ruolo, ma lui stesso smonta punto per punto le accuse, sostenendo che si tratta di un attacco mirato. “Per altri ci si è fermati prima”, ha aggiunto, chiarendo che la sua esperienza di libero professionista non giustifica tali insinuazioni.
Accusato di aver condotto una campagna su preferenze frutto di legami familiari, Elefante ha rovesciato la critica, accusando il Partito Democratico di usare il giustizialismo a convenienza. “I nostri voti andavano bene quando servivano”, ha affermato, evocando un senso di tradimento nei confronti del partito con cui ha collaborato per lungo tempo.
La tensione si alza ulteriormente in vista di un’imminente assemblea pubblica dei Democratici, e Elefante non risparmia critiche ai vertici del partito, in particolare all’eurodeputato Sandro Ruotolo. “Non ha saputo unire, ma ha polarizzato”, accusa Elefante, che chiede un “repulisti” interno e l’immediato recupero della dignità del partito.
A Castellammare, la situazione resta sotto i riflettori. I cittadini iniziano a interrogarsi su ciò che significano queste accuse per il futuro della politica locale. “La mia dignità non è in vendita”, ribadisce Elefante con determinazione. La domanda chiave, ora, è se il PD avrà il coraggio di affrontare le sue crisi interne. Senza riforme autentiche, il futuro del partito sembra sempre più incerto e, per molti, senza speranza.