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Napoli alla guida della lotta contro la cocciniglia: in arrivo una coccinella esotica per la…

Di Redazione30 Luglio 2026 - 17:271 ora fa 3 min di lettura
Napoli alla guida della lotta contro la cocciniglia: in arrivo una coccinella esotica per la…

Nel cuore di Napoli, una nuova speranza si affaccia per i pini della città. Questa mattina, nel verde boschetto della Mostra d’Oltremare, ha preso il via una sperimentazione rivoluzionaria per combattere la minaccia della cocciniglia tartaruga, un insetto invasivo che ha messo a dura prova il nostro patrimonio arboreo negli ultimi dieci anni. Per la prima volta al mondo, circa cento esemplari della coccinella esotica Thalassa montezumae sono stati rilasciati per testarne l’efficacia come predatore naturale.

Un’iniziativa dal respiro internazionale, frutto di un lavoro congiunto che vede il ministero dell’Agricoltura e la Regione Campania in prima linea, affiancati dal Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II e dal Crea Difesa e Certificazione. La scelta del sito per la sperimentazione è strategica: permette unMonitoraggio dell’impatto della coccinella sia sui pini giovani che su quelli adulti, un passo cruciale per il futuro della nostra flora.

“Se i risultati in campo confermeranno quelli di laboratorio, potremo adottare un metodo efficace e sostenibile per proteggere i pini senza l’uso di fitofarmaci chimici,” ha dichiarato Maria Carmela Serluca, assessora regionale all’Agricoltura. Questa affermazione riaccende una luce d’ottimismo: vivere in aree urbane e costiere, dove i pesticidi possono essere particolarmente problematici, potrebbe diventare più sicuro per tutti noi.

L’entomologo Antonio Garonna dell’Università Federico II rammenta che la cocciniglia tartaruga, presente da ormai un decennio in Campania, si è diffusa in altre regioni, diventando una seria minaccia per il nostro pino domestico, già di per sé vulnerabile. In effetti, i tentativi di contenere questo parassita con predatori locali si sono rivelati inefficaci, spingendo il Crea a individuare pericolosamente il Thalassa montezumae nelle lontane isole Turks and Caicos.

Questi insetti, una volta rilasciati, saranno oggetto di monitoraggio accurato sul campo. Giuseppino Sabatini, ricercatore del progetto, ha chiarito che il fine non è l’estinzione immediata della cocciniglia, ma piuttosto raggiungere un equilibrio naturale che mitighi i danni. La strada da percorrere è lunga, ma i segnali di ottimismo potrebbero già farsi notare nel corso del prossimo anno, con la speranza che i coleotteri possano riprodursi e sopravvivere all’inverno.

Questo esperimento non è solo un progetto scientifico; è una prova tangibile dell’impegno della nostra comunità per il bene dei nostri spazi verdi e della salute del nostro ambiente. La lotta contro la cocciniglia tartaruga è diventata una questione di salute pubblica: gli alberi non sono solo elementi decorativi, ma essenziali per il nostro ecosistema e la qualità della vita cittadina.

La domanda che sorge, però, è: riuscirà questa iniziativa a ottenere i risultati sperati? La città di Napoli, i suoi abitanti e il loro amore per la natura osservano con attenzione, in attesa di buone notizie che possano riempire i parchi e le strade di una vita vegetale rigogliosa e sana.

Resta la certezza che un percorso di questo tipo richiede non solo tempo, ma anche un coinvolgimento collettivo. I cittadini sono invitati a seguire l’evolversi della situazione e a partecipare attivamente alla salvaguardia del nostro patrimonio verde. È il momento di unirci tutti per proteggere i pini che abbelliscono il nostro paesaggio e rappresentano parte della nostra identità.