Pollica, il cuore pulsante della Dieta Mediterranea, si fa sentire forte e chiaro dopo le recenti dichiarazioni della BBC sull’aumento dell’obesità infantile in Italia. Il sindaco della comunità cilentana, simbolo della cultura italiana e riconosciuto dall’UNESCO per il suo patrimonio culinario, ha definito l’immagine diffusa come fuorviante, chiarendo che il problema non è certo la tradizione alimentare, ma l’esplosione di prodotti ultraprocessati e le politiche pubbliche insoddisfacenti che mettono a rischio la salute dei più giovani.
Un messaggio potente emerge dai dati scientifici raccolti nel progetto LAFA – Longevity & Fertility Algorithm, sviluppato insieme all’Università di Salerno. Qui, il 30,6% dei bambini e ragazzi cilentani segue attivamente la Dieta Mediterranea, un tasso che quasi raddoppia rispetto alla media nazionale e triplica rispetto al Sud Italia. Questo dimostra che la cucina tradizionale, con ingredienti come l’olio extravergine d’oliva e i legumi, è ben viva e rappresenta un baluardo contro il junk food.
Come sottolineato dal primo cittadino, il Comune di Pollica ha attuato una strategia integrata che unisce cibo, educazione e urbanistica: dalle mense scolastiche ispirate alla Dieta Mediterranea alle politiche locali che limitano l’apertura di fast food e la pubblicità di alimenti poco salutari. «Non possiamo più ignorare il fatto che il sistema economico trae vantaggio dalla vendita di prodotti nocivi, spostando i costi sanitari sulle famiglie e sulla collettività», ha ribadito il sindaco.
In un appello all’emittente britannica, il Comune invita i giornalisti a visitare il territorio cilentano per comprendere appieno l’impatto positivo della Dieta Mediterranea sulla salute. Qui, l’impegno a collaborare con la Regione Campania è fermo, con l’obiettivo di ridurre la disponibilità di cibi ultraprocessati nelle scuole e nelle strutture pubbliche.
Questa posizione di Pollica è più di una semplice difesa: è un manifesto per il futuro, un’affermazione che la Dieta Mediterranea non è un passato che svanisce nei ricordi, ma una risorsa vitale e contemporanea per la salute delle nuove generazioni. E ora, la domanda è: come reagiranno le istituzioni nazionali davanti a queste sollecitazioni? Il dibattito è aperto e i cittadini attendono risposte concrete.