In Campania, il dramma della sicurezza sul lavoro si fa sempre più pressante e nessuna provincia sembra immune. Caserta, in particolare, è la maglia nera del 2026 con un allarmante bilancio di 64 morti sul lavoro da inizio anno. Una cifra che, come sottolineato dalla Fillea-Cgil Campania, rappresenta una vera e propria emergenza umana ed economica. «È un dato già drammatico», afferma il segretario generale regionale Vincenzo Maio.
Secondo le stime, nel nostro territorio Casertano, si registrano 17 vittime. Seguono Salerno con 16, Napoli con 15, Avellino con 7 e Benevento con 4. A queste cifre si aggiungono ulteriori 10 decessi avvenuti durante il tragitto casa-lavoro, confermando una realtà inaccettabile per una regione che merita di più. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, il settore dell’edilizia continua a pagare il prezzo più alto, con cadute dall’alto e incidenti con macchinari che rappresentano le cause principali degli infortuni mortali.
Ma non è solo questione di numeri: «Dietro ciascuna di queste statistiche si cela una famiglia distrutta», prosegue Maio. È essenziale ricordare che ogni lavoratore coinvolto in un tragico incidente non è solo una cifra, ma un uomo o una donna con una storia, gravemente colpita dall’assenza futura di chi ha perso la vita cercando di guadagnarsi da vivere.
Il quadro è più complesso di quanto sembri. Secondo l’analisi della Fillea-Cgil, l’emergenza non riguarda solo i più giovani o i più anziani, ma affligge lavoratori di tutte le età. Il numero di vittime sopra i 55 anni, costrette a svolgere mansioni gravose, è particolarmente preoccupante. Dall’edilizia all’agricoltura, dalla logistica ai servizi, ogni settore sembra essere in pericolo, come dimostrano i dati.
Ma cosa fare per interrompere questo ciclo di morti e di tragedie annunciate? Per Maio, non bastano regole più severe. È necessario implementare controlli efficaci, assicurare una formazione continua e garantire investimenti nella prevenzione. «La sicurezza non può essere vista solo come un costo da ridurre; deve essere il primo investimento per il benessere di tutti: lavoratori e imprenditori», avverte, richiamando l’attenzione delle istituzioni sul tema.
Il segretario della Fillea-Cgil lancia un appello chiaro e diretto: «Non possiamo continuare a commentare tragedie. È il momento di agire affinché queste morti non si ripetano». Un messaggio che risuona forte tra i cittadini della Campania, già colpiti da preoccupazioni quotidiane riguardo la sicurezza nei luoghi di lavoro.
La situazione è critica e richiede risposte immediate da parte delle autorità competenti. Come possono i cittadini sentirsi al sicuro quando ogni giorno si espongono a rischi inaccettabili in nome del lavoro? La domanda è aperta, e la comunità chiede una presa di coscienza collettiva. Il territorio non può essere lasciato solo di fronte a un fenomeno che ha già portato via troppe vite. È tempo che la sicurezza sul lavoro venga trattata come un diritto fondamentale, non come un costo da contenere.
La città osserva e attende azioni concrete. La cronaca ci racconta un fatto, ma il territorio chiede risposte urgenti a questo dramma che non può più essere messo in secondo piano.