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Napoli: risarcimento record per la famiglia del maresciallo colpito da mesotelioma dopo anni di lavoro.

Di Redazione30 Luglio 2026 - 14:291 ora fa 3 min di lettura
Napoli: risarcimento record per la famiglia del maresciallo colpito da mesotelioma dopo anni di lavoro.

Napoli – Una sentenza che riaccende la luce su una battaglia silenziosa, quella dei militari costretti a combattere contro un nemico invisibile: l’amianto. Dopo anni di sofferenza e attesa, il Tribunale di Napoli ha accolto la richiesta di risarcimento della famiglia di un maresciallo dell’Aeronautica Militare, deceduto nel 2015 a causa di un mesotelioma pleurico, per la quale il Ministero della Difesa dovrà sborsare oltre 468mila euro, più rivalutazione e interessi.

Il caso ha inizio nel lontano 2013, quando il militare, originario di Napoli, ricevette la diagnosi che avrebbe tragicamente segnato la sua vita e quella dei suoi cari. Con quasi quarant’anni di servizio a partire dalle basi di Capodichino, Pratica di Mare, Grosseto, Gioia del Colle e Grazzanise, il maresciallo aveva passato innumerevoli ore a contatto con aeromobili e componenti contenenti amianto, senza essere adeguatamente informato sui rischi ai quali era esposto.

Come riportato da www.cronachedellacampania.it, il percorso legale dei familiari è stato lungo e tortuoso, avviato già prima della morte del congiunto, contrassegnato da cure e ricoveri che non sono riusciti a fermare l’incedere della malattia. Il Tribunale, nelle sue motivazioni, ha messo in evidenza questo dolore, stabilendo che l’azione legale non era soggetta a prescrizione, dal momento che i familiari hanno ottenuto la consapevolezza del nesso tra malattia ed esposizione alle fibre letali soltanto dopo un lungo iter.

“Siamo di fronte a una vittoria che segna la testimonianza della sofferenza di molti”, ha dichiarato l’avvocato della famiglia, Ezio Bonanni, evidenziando come non sia solo una questione di giustizia economica, ma un atto di riconoscimento per sacrifici silenziosi che meritano attenzione e rispetto. Nicola Panei, maresciallo dell’Aeronautica e anche lui vittima dell’amianto, ha sottolineato che questa sentenza rappresenta una raggio di speranza per altri militari che, come lui, attendono giustizia.

Ma cosa significa realmente per i cittadini napoletani questa sentenza? Costruita su un percorso di dolore e lotta, essa è anche un monito per le istituzioni. A Napoli e in tutta Italia, i temi della sicurezza sul lavoro e della salute pubblica devono essere al centro del dibattito. I militari, come i civili, meritano di lavorare in ambienti sicuri, senza il timore di essere esposti a sostanze nocive.

La questione dell’amianto è ancora attuale e il malumore tra i cittadini si fa palpabile. “La città non può permettersi di dimenticare. Ogni settimana emerge un nuovo caso, eppure le istituzioni sembrano silenziose”, afferma un residente, preoccupato per il futuro.

Il provvedimento del Tribunale non è solo una sentenza, ma un segnale forte che richiama l’attenzione verso una problematica ancora troppo sottovalutata. La cittadinanza esige di essere informata e tutelata, e la salute dei lavoratori deve diventare una priorità.

Ora, a Napoli, la domanda resta sospesa nell’aria: quale sarà il prossimo passo per garantire che nessuno debba più affrontare una battaglia simile? La città attende risposte dagli organi competenti, perché, come si è visto, la lotta per la giustizia non è solo una questione legale, ma una questione di vita.