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Famiglia di Domenico in protesta contro il Monaldi: «Necessari incontri prima dei ricorsi»

Di Redazione30 Luglio 2026 - 09:552 ore fa 3 min di lettura
Famiglia di Domenico in protesta contro il Monaldi: «Necessari incontri prima dei ricorsi»

La tragedia che ha colpito la famiglia Caliendo continua a scuotere Napoli, portando a galla una questione che richiede attenzione e rispetto. Domenico, un bambino di quasi due anni e mezzo, è deceduto il 21 febbraio scorso nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi, dopo un fallito trapianto di cuore avvenuto il 23 dicembre 2025. Ora, come un grido di giustizia, la famiglia sta muovendo passi decisivi per ottenere risposta dalla struttura sanitaria.

L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha inviato una lettera alla direzione dell’azienda ospedaliera, richiedendo un incontro urgente per discutere i dettagli di un possibile risarcimento in sede stragiudiziale. «Entro sette giorni aspettiamo un riscontro», ha affermato Petruzzi, avvertendo che, in mancanza di convocazione, si procederà con ricorsi cautelari e d’urgenza. Un avvertimento che suona come una manifestazione di forte disagio e una richiesta di rispettare il dolore e la sofferenza di una famiglia colpita da una perdita inaccettabile.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, nelle ultime riunioni del Comitato di valutazione sinistri, tenutasi il 21 luglio, si sarebbe concluso il percorso di quantificazione del danno, ma nessuna comunicazione formale è seguita per raggiungere i genitori del piccolo. «A tutt’oggi non abbiamo avuto alcun riscontro», ha sottolineato Petruzzi, facendo appello all’ospedale affinché non si ostacoli ulteriormente la ricerca di verità e giustizia, anche sul piano civile.

Intanto, resta aperto il procedimento penale per la morte di Domenico, con un’udienza fissata per l’11 settembre sull’incidente probatorio, fase cruciale per cristallizzare le indagini. Ma la tensione è palpabile, c’è chi temeva che l’incontro potesse subire ulteriori slittamenti, aggravando ancora di più una situazione già di per sé delicata.

Nella stessa giornata, il Tribunale del Riesame si pronuncerà sulle misure interdittive applicate ai due cardiochirurghi che si erano occupati del trapianto. Una giornata che segnerà un punto cruciale per una famiglia che, dopo il lutto, si trova ora a dover affrontare anche il peso delle responsabilità professionali. “Chi vive qui conosce il problema”, ripetono i cittadini, preoccupati per la trasparenza nel settore sanitario e per la sicurezza dei più piccoli.

Il percorso di Domenico ha aperto un dibattito importante tra i cittadini, che si chiedono come sia possibile che piccoli angeli possano andare via così presto, senza che ci sia una risposta adeguata da parte di chi ha il dovere di proteggerli. La città, di fronte a queste ingiustizie, non rimane in silenzio e chiede a gran voce risposte, non solo parole.

La comunità si stringe attorno alla famiglia Caliendo, consapevole che ogni vita ha un valore inestimabile. La domanda ora è: quali misure saranno adottate per garantire che simili tragedie non si ripetano più? I cittadini chiedono attenzione, perché il dolore di Domenico non debba essere solo una tristissima nota di cronaca, ma piuttosto un monito per un futuro migliore e più sicuro per tutti.