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Sorrento, violenza sulla presidente del WWF: il caso che scuote la comunità e la condanna che fa discutere

Di Redazione17 Luglio 2026 - 09:4536 secondi fa 3 min di lettura
Sorrento, violenza sulla presidente del WWF: il caso che scuote la comunità e la condanna che fa discutere

Giustizia e paura: la condanna di Langellotto scuote la Costiera Sorrentina

Un’ombra si allunga sulla Penisola Sorrentina dopo la condanna di Salvatore Langellotto, imprenditore edile e figura controversa del panorama locale. Il Tribunale di Torre Annunziata ha emesso una sentenza di primo grado, infliggendo all’imputato una pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione, a fronte di una richiesta di 5 anni da parte del Pubblico Ministero. Un esito che segna un passo importante nella lotta contro la violenza e le intimidazioni nel nostro territorio.

Langellotto è stato riconosciuto colpevole di gravi lesioni nei confronti di Claudio d’Esposito, presidente del “WWF Terre del Tirreno”, e di stalking nei confronti del giornalista Vincenzo Iurillo, che ha osato raccontare le dinamiche di questi eventi su “Il Fatto Quotidiano”. La condanna, pur ridimensionata rispetto alle aspettative pubbliche, riaccende il dibattito su sicurezza e impunità tra le mura della nostra comunità.

L’episodio che ha portato alla condanna affonda le radici nel 26 marzo 2023, quando a Sant’Agnello Langellotto ha aggredito brutalmente d’Esposito, colpendolo con schiaffi, pugni e calci. Un gesto di violenza inaccettabile, segno di una tensione latente legata alle denunce del WWF contro gli abusi edilizi lungo la costiera, di cui Langellotto è noto esponente. Come si può tollerare che le voci critiche siano silenziate con la violenza? È questa la domanda che serpeggia tra i cittadini, desiderosi di giustizia e sicurezza per il loro futuro.

Ma non si tratta solo di un’aggressione. Il caso ha anche rivelato una campagna di minacce e intimidazioni against Iurillo, il quale ha raccontato l’accaduto e altri eventi inquietanti, come l’occupazione del sagrato della chiesa dei “Santi Prisco ed Agnello” da parte di camion della ditta di Langellotto, benedetti non si sa fino a che punto dal parroco. Minacce e un clima ostile per chi osa raccontare la verità: le parole di Iurillo risuonano inquietanti. “Ho vissuto in un costante stato di ansia”, afferma, riferendo come la sua professione e la vita personale siano state alterate da una paura costante.

Ma il percorso verso giustizia è lontano dall’essere chiuso. Con il processo già avviato per l’occupazione illecita dei terreni, il 15 settembre 2026 segna un’altra data cruciale per la comunità. Langellotto, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza, avrà anche l’opportunità di ricorrere in Appello. I cittadini, però, non possono fare a meno di chiedersi: “Siamo davvero al sicuro?”

La vicenda, raccontata inizialmente da www.cronachedellacampania.it, non è solo un caso di cronaca locale ma un campanello d’allarme per chi vive nella penisola. A pagare davvero il prezzo di queste aggressioni sono i cittadini, le famiglie e tutti coloro che desiderano una convivenza pacifica e trasparente. La paura e l’insicurezza non dovrebbero essere il prezzo da pagare per vivere e lavorare in questo straordinario angolo del mondo.

La domanda ora è inevitabile: quali misure concrete prenderanno le istituzioni per salvaguardare la sicurezza dei cittadini? È tempo che la Costiera Sorrentina non tolleri più tali comportamenti violenti, aprendosi a un confronto necessario per affrontare la paura e promuovere la verità. La cronaca racconta episodi di violenza, ma il territorio chiede e merita risposte.