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Napoli, dopo 28 anni di dominio: sgombero della casa del clan Misso

Di Redazione31 Luglio 2026 - 17:5826 secondi fa 2 min di lettura
Napoli, dopo 28 anni di dominio: sgombero della casa del clan Misso

A Napoli, il quartiere di vico Donnaregina torna a respirare. Ieri, lo sgombero di un’abitazione occupata abusivamente da quasi trent’anni ha segnato un’importante vittoria nella lotta contro l’illegalità. Gli agenti del commissariato Vicaria hanno notificato il decreto di sequestro a Celeste Misso, 52 anni, e ai suoi due figli, di 20 e 29 anni, restituendo così l’immobile alla legittima proprietaria.

Questa vicenda non è solo un caso di criminalità, ma un eco di una storia familiare legata alla camorra. Celeste è figlia di Umberto Misso, deceduto nel 2014, e nipote di Giuseppe Misso, ex boss del rione Sanità. La sua vita è segnata da un tragico passato: il marito, Vincenzo Prestigiacomo, fu ucciso in un agguato di camorra nel 2006. Stando a quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’occupazione dell’immobile è aggravata dalla circostanza del metodo mafioso, una situazione che rappresenta solo la punta dell’iceberg di un problema complesso.

Il ritorno alla legalità in questo angolo di Napoli ha aperto un dibattito tra i residenti. “La città ha bisogno di più controlli per prevenire questi episodi”, afferma una mamma del quartiere, preoccupata per il futuro dei propri figli. La restituzione di questo immobili è per molti un segnale di speranza, un passo avanti verso un cambiamento reale nei modelli di vita e di convivenza in una zona storicamente segnata dalla criminalità.

Oltre all’occupazione abusiva, Celeste Misso e i suoi figli sono accusati anche di aver mantenuto attivo un allaccio abusivo alla rete elettrica per cinque anni. Questo caso non è isolato, ma si colloca in un contesto in cui la lotta contro le ingiustizie sociali è sempre più urgente e il territorio chiede a gran voce interventi concreti. “Non possiamo permettere che simili situazioni continuino. Questo è il nostro quartiere, e merita di essere tutelato”, continuano a ripetere i cittadini.

La reazione della comunità è positiva, ma rimane un interrogativo sulla sicurezza e sulla capacità delle autorità di mantenere l’ordine. I residenti, infatti, restano vigili: “Sgomberare non basta; serve anche vigilanza e sostegno per chi vive quotidianamente questi problemi”. L’episodio ha anche evidenziato l’importanza di politiche sociali efficaci che possano evitare il ripetersi di tali situazioni.

In conclusione, il ritorno alla legalità a vico Donnaregina rappresenta senza dubbio un’opportunità per ricostruire una comunità più forte e coesa. Resta ora da vedere quali misure seguiranno per garantire che i progressi ottenuti non vengano vanificati. La domanda che emerge tra i cittadini è chiara: quante altre situazioni come questa si nascondono ancora nelle pieghe della nostra città? A Napoli, il cammino verso la sicurezza e la giustizia è lungo, ma questo è un passo fondamentale.