Epatite A a Napoli: Il Mare della Nostalgia Muta in Fonte di Paura
Napoli, la mia Napoli, brulica di vita e di sentimenti contrastanti. Ogni giorno, passeggiando tra i vicoli e affacciandomi sul nostro amato mare, il cuore è pieno di orgoglio e speranza. Ma oggi, tra tanti sorrisi, mi serpeggia un tremendo sconcerto. Le notizie recenti riguardanti l’aumento dei casi di epatite A nella nostra città stanno gettando un’ombra preoccupante su un patrimonio gastronomico che da sempre ci ha resi fieri: il pesce e i frutti di mare.
Nei giorni scorsi, l’Asl Napoli 1 Centro ha lanciato l’allerta per un incremento dei ricoveri legati a questa infezione, determinata dal virus HAV. La Regione Campania, consapevole della gravità della situazione, ha immediatamente attuato una serie di controlli sulla filiera dei molluschi bivalvi. Non possiamo non sentirci colpiti da quanto accade, perché non si tratta solo di statistiche sanitarie, ma della nostra cultura, delle tradizioni che si tramandano, dei pranzi in famiglia e delle cene tra amici, tutte all’insegna del pescato freschissimo delle nostre acque.
Molti napoletani si chiedono: come è possibile che, nel 2023, ci troviamo con una crisi di sicurezza alimentare? Napoli è la città del mare, della pizza, dell’arte culinaria! È inammissibile che il nostro patrimonio gastronomico venga messo in discussione a causa di carenze nei controlli. Ogni piatto di vongole o cozze non rappresenta solo un’esperienza culinaria, ma un legame profondo con la nostra terra. E ora, tra i cittadini cresce l’amarezza: cosa faranno le autorità affinché ciò non accada più? È chiaro che non possiamo rimanere a guardare, mentre la nostra identità rischia di essere contaminata.
Il piano di monitoraggio avviato dalle istituzioni prevede controlli e campionamenti, ma c’è chi suggerisce che queste misure dovrebbero essere la norma e non l’eccezione. In tanti provano rabbia e delusione, poiché tanti operatori del settore, onesti e professionali, pagano il prezzo per le disfunzioni di pochi. Sono i ristoratori e i venditori che aderiscono alle normative, che investono in qualità e sicurezza. È a loro che dobbiamo dare voce e supporto, perché anche la comunità locale risente del danno all’immagine della città.
E non è solo una questione sanitaria. Ogni notizia negativa su Napoli suscita reazioni. Gli stereotipi, che vogliono Napoli come terra di illegalità e sporcizia, tornano a galla in modo virulento, mentre noi, onesti napoletani, ci sentiamo sempre più incapaci di difendere la nostra integrità. Non possiamo accettare che i nostri piatti tipici, simbolo di una cultura ricca, vengano sporcati dalle narrazioni pessimiste. È responsabilità di tutti noi, cittadini e istituzioni, garantire un futuro brillante e pulito per la nostra amata città.
È tempo di agire, di non accontentarsi di comunicati stampa e rapporti di controllo. La sicurezza alimentare è un diritto di tutti, e la salute dei cittadini deve essere la priorità numero uno. Chiediamo trasparenza, controlli rigorosi e un impegno collettivo per tutelare ciò che di più prezioso abbiamo: il nostro mare e la nostra tradizione.
In questo momento, mentre scrivo, la mia Napoli attende risposte. Unisciti al dibattito, facci sentire la nostra voce! Non lasciamo che il nostro mare, fonte di vita e storia, diventi una causa di paura. È tempo di fare la differenza.