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Napoli, Pianura: blitz smantella la rete del clan Perfetto, 28 arresti e un bunker di 15 mq come quartier generale

Napoli, Pianura: blitz smantella la rete del clan Perfetto, 28 arresti e un bunker di 15 mq come quartier generale

Pianura, il bunker di via Torricelli: come un monolocale blindato sostiene una rete di spaccio e alimenta la tensione tra clan

Nel cuore di Pianura, una struttura estremamente contenuta ma estremamente decisiva ha rivelato come un’intera rete criminale abbia retto, nel tempo, l’urto delle gang rivali: 28 arresti, con un latitante ancora a piede libero, e Mattia Perfetto indicato dai giudici come capoperta dell’organizzazione. Il quadro emerge dall’ordinanza cautelare firmata dal gip Rosaria Dello Stritto, tre giorni fa, e dalla ricostruzione investigativa che evidenzia una dinamica organizzativa di rilievo nel quartiere. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la figura di Perfetto è stata descritta come “baby boss” capace di dirigere un sistema articolato di spaccio e controllo territoriale.

Il cuore logistico dell’organizzazione è situato in una posizione apparentemente incolore, l’androne del palazzo in via Evangelista Torricelli 352, Isolato D, dove risiede lo stesso Perfetto. Ma la vera roccaforte è molto meno visibile: un monolocale terraneo di circa 15 metri quadrati, dotato di bagno, cucina e due letti singoli, strutturato come un bunker operativo. Le difese sonoppure massicce: una porta in ferro, grate esterne alla finestra e un pannello metallico interno che permette di sigillare l’ambiente quando necessario. È qui che, secondo gli investigatori, venivano custodite le scorte, coordinati i turni e gestito l’ingresso di beni destinati allo spaccio di Pianura.

La macchina della droga funziona su tre turni giornalieri di otto ore ciascuno, una copertura continua che garantisce flussi di cassa regolari e un livello di controllo sul personale decisamente elevato. Gli addetti al dettaglio, secondo la ricostruzione ufficiale, percepivano una retribuzione fissa settimanale di circa 1.100 euro, senza considerare eventuali doppi turni o extra. Una tabella di servizio che, oltre a garantire competitività economica, evidenzia una struttura gerarchica dall’alto al basso, con responsabilità ben definite.

L’organigramma tracciato dalle indagini descrive una catena che parte dal vertice: Perfetto è indicato come capo e organizzatore, responsabile di stabilire le linee di azione, i fornitori e la destinazione delle risorse economiche. A fianco a lui, una serie di coadiuvanti e contabili — tra cui Mario Fiscarelli, Massimiliano Costagliola, Giovanni Bellofiore, Andrea Ilaria, Alessio Esposito, Vincenzo Pesce e Luca Schioppa — gestiscono i turni, la contabilità e facciate intermediari per la consegna della droga a vari gestori di piazze di spaccio. Tra gli esecutori materiali figurano invece Giuseppe Pisa, Francesco Cardillo, Vanda Maria Dos Santos Lopes, Antonio Scagliola, Giuseppe Balzano e Marco Uccello, con quest’ultimo tra i nomi che emergono per la presenza in via Torricelli e la gestione della clientela.

Sul piano operativo, l’indagine segnala un legame consolidato con la criminalità di Scampia e Secondigliano, nonché una cooperazione continua con esponenti della cosiddetta Vanella Grassi e della particolare propaggine nota come Casa dei Puffi. Un attraversamento di reti che ha consolidato una catena di approvvigionamento stabile di sostanze stupefacenti, capace di reggere la pressione delle contese con gruppi rivali e di mantenere in piedi la piazza di spaccio di Pianura.

La tensione non è solo criminale, ma anche sociale. Negli ultimi due anni, i residenti hanno vissuto un clima di controllo militare del territorio, con atti dimostrativi e punitive che hanno alimentato la paura e l’insicurezza quotidiana. In questo contesto di soggezione, affiorano lettere anonime inviate alla Procura, dove cittadini esasperati descrivono con precisione sette e logistica dello spaccio, ritagliandoare i luoghi e le modalità di operatività in linea con quanto emerso dalle indagini. Un «grido d’aiuto» esplicito, di fronte al quale le istituzioni hanno promesso vigilanza e interventi per restituire legalità a un quartiere segnato dall’ingerenza criminale.

Per le autorità, l’operazione rappresenta una traccia concreta della capacità dei clan di adattarsi e di strutturarsi in spazi ristretti ma strategici. L’ordinanza cautelare ha puntato su una descrizione chiara della rete gerarchica e delle dinamiche di potere, con l’indicazione di un affidabile canale di rifornimento e la presenza di una logistica capace di garantire turnover continuo e reddito illegale. La sfida resta alta: il rischio di escalation armata non è stato affatto esaurito, ma è stato contenuto temporaneamente dall’azione di polizia che ha permesso di smantellare, almeno in parte, una macchina criminale strutturata.

Resta da capire quali sviluppi possano nascere dalle indagini ancora in corso e quali elementi possano ulteriormente chiarire i rapporti tra Perfetto e i coadiuvanti, nonché i contatti con altre organizzazioni della zona. Le autorità hanno annunciato che l’azione odierna non esaurisce la complessa vicenda: restano profili da accertare, come la piena estensione delle reti logistiche, le vere responsabilità delle varie figure e l’eventuale riconfigurazione delle piazze di spaccio in risposta ai provvedimenti di stato.

Nota: l’articolo utilizza come base informativa l’ordinanza cautelare citata dall’autorità giudiziaria e le fonti di indagine. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’inchiesta ha delineato con chiarezza l’assetto operativo del sodalizio e i ruoli ricoperti dai principali protagonisti.

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