Tre tifosi della Juve Stabia finiti sotto sorveglianza speciale: una misura di prevenzione che amplia il quadro delle misure già in atto contro la violenza nelle tifoserie
Castellammare di Stabia (Napoli) – Tre sostenitori della Juve Stabia, di età 26, 27 e 54 anni, sono stati sottoposti alla misura di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per diciotto mesi, con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Napoli, Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del questore di Napoli. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la decisione rientra in un quadro di strumenti preventive finalizzati a contenere episodi di violenza legati al tifo e a preservare l’ordine pubblico.
Le misure di controllo, che affiancano le altre limitazioni già imposte ai destinatari, prevedono anche la prosecuzione del Daspo, limiteranno gli spostamenti e le frequentazioni, imporranno una presentazione settimanale alle autorità di pubblica sicurezza e prevedono una cauzione di 2.000 euro. L’insieme di disposizioni riflette la valutazione della pericolosità sociale attribuita ai tre soggetti e l’esigenza di intervenire con strumenti robusti per prevenire nuove forme di violenza nelle manifestazioni sportive.
Dinamiche e profili degli altri provvedimenti contestualizzati
Il 27enne – che apparteneva anche a un precedente avviso orale emesso dal questore di Napoli – emerge nelle notifiche relative a una serie di episodi di violenza tra tifoserie. Tra questi, l’episodio del 6 dicembre 2024, in occasione della partita Juve Stabia-Südtirol, descritto come una irruzione in un locale frequentato da tifosi ospiti, condotta da un gruppo di sostenitori locali con volti coperti e mazze. L’atto è stato associato a aggressioni e al furto di materiale appartenente alla squadra avversaria. A carico del 27enne sono contestate altresì violazioni del Daspo nel settembre 2025, nei pressi dello stadio Romeo Menti, e un’ulteriore violazione durante una trasferta a Messina nel febbraio 2026.
Il 54enne, già gravato da precedenti di polizia e destinatario di Daspo, è stato intercettato a Messina l’8 febbraio 2026, in occasione dell’incontro tra ACR Messina ed Enna Calcio. Secondo quanto riferito, era accompagnato da una quarantina di sostenitori della Juve Stabia e si trovava nel capoluogo siciliano nonostante il divieto di accesso alle manifestazioni sportive.
Il 26enne figura anche lui tra i soggetti coinvolti nell’aggressione ai tifosi del Südtirol nel dicembre 2024 e, successivamente, è stato identificato allo stadio di Messina nel febbraio 2026, nonostante fosse sottoposto a Daspo. In entrambe le vicende emergono elementi di continuità tra i comportamenti contestati e le restrizioni precedenti.
Dinamiche in fase di verifica e contesto operativo
La ricostruzione delle singole azioni resta al vaglio degli investigatori, che continuano a verificare la sicurezza pubblica durante gli eventi sportivi e l’osservanza delle misure preventive. Le autorità hanno sottolineato che l’insieme dei casi analizzati contribuisce a definire il profilo di rischio connesso a gruppi di tifoseria organizzata e all’esigenza di strumenti di controllo mirati. Restano da chiarire ulteriori dettagli sulle circostanze e sulle eventuali connessioni tra i diversi episodi, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Un profilo territoriale importante per la Campania
La vicenda, pur con riferimenti specifici a Castellammare di Stabia e al tessuto sportivo della regione, mostra come le dinamiche di gestione dell’ordine pubblico nelle manifestazioni sportive siano affidate a una rete di controlli che collega i territori di Napoli, la provincia e le trasferte delle squadre campane. L’obiettivo dichiarato è garantire la sicurezza dei tifosi, prevenire incidenti e tutelare l’incolumità di operatori sportivi, spettatori e comunità locali.
Conseguenze e orizzonti
La disposizione di sorveglianza speciale, insieme al mantenimento delle precedenti misure di Daspo, indica una linea dura della magistratura e delle autorità di pubblica sicurezza nei confronti di episodi di violenza legata al tifo. Le attività investigative proseguono per accertare eventuali responsabilità ulteriori e per valutare l’andamento dei controlli nelle prossime settimane e mesi. Nell’immediato, lo sforzo è duplice: impedire rigurgiti di violenza e, al contempo, mantenere un principio di proporzionalità e tutela delle persone coinvolte.
Nota: quanto riferito in questo articolo trae origine da la ricostruzione pubblicata e confermata da www.cronachedellacampania.it.
