A Torre Annunziata via Prota e il litorale sono inaccessibili dopo la mareggiata che ha trascinato via la scala di accesso, lasciando residenti e sportivi senza punto di contatto con il mare.
La scena è di quelle che si ripetono dopo eventi meteo intensi: gradoni e piccole passerelle scavati o divelti, ma in questo caso la scala che permetteva di scendere agevolmente sulla scogliera è stata letteralmente trascinata via dall’acqua. Per chi vive o si allena nella zona — runner mattutini, gruppi di nuoto in acque libere, pescatori sportivi — l’accesso pratico e sicuro al mare è venuto meno, e con esso una routine consolidata da anni.
I residenti raccolti in piazza parlano di disagi immediati: chi è abituato a fare il giro sul lungomare ha perso uno snodo fondamentale per gli allenamenti, gli anziani che si sedono al sole hanno perso un punto d’incontro e i giovani non hanno più il passaggio che usavano per tuffi e immersioni informali. Più volte, dicono, è successo che piccoli interventi di ripristino temporaneo si siano rivelati insufficienti davanti alla forza del mare; oggi chiedono misure rapidi e misure che garantiscano sicurezza e fruizione pubblica.
La perdita della scala sposta anche la responsabilità pratica: senza un accesso segnalato cresce il rischio che qualcuno scenda in punti non sicuri, esponendosi a scogli taglienti e correnti imprevedibili. Per gli organizzatori di allenamenti in acque libere e per le associazioni sportive locali la situazione è diventata un problema organizzativo — allenamenti sospesi, percorsi modificati, mancanza di punti di riferimento per soccorso e supporto in acqua.
È un episodio che mette in luce una questione più ampia: la fragilità delle infrastrutture costiere e la difficoltà a conciliare protezione del litorale, sicurezza e diritto alla fruizione pubblica del mare. I cittadini chiedono chiarezza sui tempi di intervento e soluzioni tampone che ristabiliscano l’accesso in condizioni di sicurezza, auspicando che il Comune e gli enti competenti accelerino la valutazione tecnica e il ripristino.
Intanto via Prota resta una lingua di costa off-limits: il mare non è solo spettacolo, dicono gli abitanti, è anche luogo di sport, socialità e lavoro quotidiano. La speranza è che il ripristino non si riduca a una toppa estiva, ma diventi l’occasione per ripensare l’accessibilità e la manutenzione delle aree litoranee.
