Le regate e la Coppa America porteranno in città onde di visitatori, barche extra-lusso e staff tecnico: Napoli non può improvvisare. Serve un piano operativo che metta insieme viabilità, sicurezza e servizi temporanei prima che il golfo diventi un ingorgo galleggiante.
Il boom delle prenotazioni per assistere alle gare e l’arrivo dei megayacht non sono solo cronaca: significano flussi concentrati sul Lungomare Caracciolo, su Molo Beverello, Mergellina e nelle aree attorno al Borgo Marinari. Aggiungiamo team della Coppa America con molti giovani laureati, personale tecnico e media: turni serrati, spostamenti continui, esigenze logistiche complesse. Queste variabili impongono una strategia puntuale, non comunicati last minute.
Primo pilastro operativo: una sala operativa unificata coordinata dalla Prefettura, aperta 24 ore nei giorni clou, con rappresentanti di Comune, Autorità Portuale, Questura, Protezione Civile, aziende di trasporto e gestori dell’evento. Da lì devono partire decisioni vincolanti su deviazioni del traffico, limiti temporanei di accesso alle banchine, punti di ormeggio dedicati per i megayacht e l’attivazione di pontili e navette marittime tra Mergellina, Beverello e la Stazione Marittima, per alleggerire il traffico stradale.
Viabilità e mobilità: istituire aree di park & ride periferiche collegate con shuttle continui e con la metropolitana, estendere temporaneamente ZTL e permessi residenti nelle zone sensibili, attivare segnaletica mobile e pannelli a messaggio variabile per reindirizzare gli arrivi. Sfruttare i dati delle prenotazioni e della telefonia mobile per previsioni in tempo reale e per modulare la frequenza dei mezzi pubblici; aumentare turni della nettezza urbana e prevedere postazioni per la raccolta differenziata nei punti di maggiore affluenza.
Sicurezza e servizi sociali: presidiare i punti di visione con steward formati, piani anti-assembramento concordati con la Questura e punti di controllo all’ingresso delle aree più affollate. Disporre postazioni di primo soccorso mobili e un accordo con i pronto soccorso cittadini per codici leggeri; attivare infopoint multilingue e un numero unico per segnalazioni. Coinvolgere le realtà di volontariato locali e i municipi per canalizzare flussi pedonali e tutelare i residenti.
La tesi è semplice: Napoli può trasformare l’evento in opportunità economica e di immagine solo se mette ordine nella quotidianità. Non bastano buone intenzioni: servono procedure operative condivise, esercitazioni congiunte e indicatori di performance (tempi medi di accesso, flussi navette, tempi di intervento sanitario). La palla ora è nelle mani della Prefettura e dell’Autorità Portuale; il Comune deve giocare da regista urbano. Se si lavora così, la città vedrà le barche passare e resterà salda a terra, senza inciampare nei suoi visitatori.
