A Torre Annunziata la scala che portava al mare in via Prota è stata portata via dalla mareggiata: accessi chiusi e interrogativi sulle responsabilità della manutenzione costiera.
Il danno è sotto gli occhi di chi percorre il lungomare: un punto d’accesso storico alla battigia oggi non c’è più e gli ingressi restano interdetti per motivi di sicurezza. Non è una questione solo di comodo: per residenti, pescatori e frequentatori della costa la perdita di una scala significa perdita di un pezzo della quotidianità e, talvolta, di un anello di sicurezza prezioso in caso di emergenze.
Il caso di via Prota apre un dibattito che in molti paesi costieri è già avviato: chi deve mantenere le opere minori lungo la fascia di costa? La competenza non è sempre univoca: allo Stato, tramite il demanio marittimo, spettano le aree di litorale, ma ai Comuni tocca la cura degli spazi di uso pubblico e la manutenzione ordinaria. In situazioni di pericolo la Prefettura e la Capitaneria di Porto possono intervenire con provvedimenti urgenti, ma la gestione strutturale richiede programmazione e risorse stabili.
Dietro la scala scomparsa c’è anche un problema più grande: l’esposizione aumentata del litorale agli eventi meteorologici intensi e l’assenza di un piano coordinato per gli accessi al mare. Interventi tampone dopo le mareggiate non bastano se non esiste una mappatura aggiornata degli ingressi, priorità chiare e fondi destinati alla manutenzione preventiva. Fare l’elenco dei punti critici, stabilire priorità d’intervento e definire tempi certi per i ripristini non è un vezzo amministrativo, è una necessità di sicurezza urbana.
I cittadini di via Prota e i frequentatori del litorale non chiedono miracoli: vogliono tempi certi per il ripristino e trasparenza su chi farà cosa. Serve che Comune, Prefettura e gli uffici demaniali si parlino e che la Regione valuti fondi ad hoc per un piano integrato di manutenzione costiera. Altrimenti ogni mareggiata ricorderà che il mare, per molti napoletani, può diventare di nuovo negato.
