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Incendio ad Airola: il mistero della gestione giudiziaria del sito e le accuse dei cittadini

La gestione dell’incendio di Airola: un braccio di ferro tra responsabilità e giustizia L’incendio che, il 31 agosto, ha devastato un sito industriale ad Airola, nel Beneventano, continua a sollevare interrogativi sulla gestione della struttura e…

Incendio ad Airola: il mistero della gestione giudiziaria del sito e le accuse dei cittadini

La gestione dell’incendio di Airola: un braccio di ferro tra responsabilità e giustizia

L’incendio che, il 31 agosto, ha devastato un sito industriale ad Airola, nel Beneventano, continua a sollevare interrogativi sulla gestione della struttura e sulle responsabilità legate all’accaduto. Se da un lato i residenti e le autorità locali esprimono preoccupazione per le conseguenze ambientali, i titolari dell’impianto ripetono con forza di non avere alcuna colpa, sottolineando che la struttura è da tempo sotto amministrazione giudiziaria.

I proprietari evidenziano che nel gennaio 2022 il Tribunale di Benevento aveva disposto il sequestro della Ecoenergy Srl, impedendo all’amministratrice di esercitare i poteri di gestione, e nominando un amministratore giudiziario. Questo punto, secondo i titolari, è cruciale per comprendere la dinamica degli eventi che hanno portato al rogo.

Inoltre, nel 2024 il sito era stato nuovamente sottoposto a sequestro a causa dello stoccaggio di rifiuti oltre i limiti autorizzati, ma il provvedimento era stato revocato dopo una riduzione dei volumi presenti. “Siamo stati soggetti a rigide misure di controllo e soggetti a verifiche costanti,” aggiungono, cercando di demarcare la loro posizione rispetto alle accuse.

Nell’ambito di questa disputa, viene messa in evidenza anche una proposta d’affitto per la ripresa delle attività, presentata nel novembre scorso da un’altra azienda, la Tritor, che prevedeva lo smaltimento integrale dei rifiuti. Tuttavia, il processo di autorizzazione è subentrato in un lungaggine burocratica: il contratto è stato firmato il 30 aprile, ma senza l’autorizzazione necessaria dall’amministrazione giudiziaria, le operazioni di svuotamento non erano partite prima dell’incidente.

Sulla vicenda si è aperto un confronto tra istituzioni, cittadini e parti interessate. È stato presentato un esposto anche al Senato e alla Camera, nonché alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo illecito dei rifiuti. Inoltre, l’associazione AslimItaly ha chiesto l’intervento del ministro dell’Ambiente, ponendo l’accento sulle preoccupazioni ambientali post-incendio.

In un contesto di crescente tensione e incertezze, i cittadini attendono risposte precise. Le autorità dovranno offrire chiarezza non solo sulle cause dell’incendio, ma anche sull’effettiva gestione e sulla rimozione dei rifiuti da un’area già compromessa. Mentre le investigazioni proseguono, si accentua l’urgenza di un confronto aperto e sincero per garantire la sicurezza e la salute delle comunità.

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