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Mazzella lancia l’allerta: il Sarno rischia il collasso ambientale, urge ripristinare lo status di Sito Nazionale.

Fiume Sarno: il senatore Mazzella lancia un appello per un intervento drastico Il senatore Orfeo Mazzella ha presentato un dossier ricco di denunce e interrogazioni afferenti all’emergenza ambientale che attanaglia il fiume Sarno, esortando la nuova…

Mazzella lancia l’allerta: il Sarno rischia il collasso ambientale, urge ripristinare lo status di Sito Nazionale.

Fiume Sarno: il senatore Mazzella lancia un appello per un intervento drastico

Il senatore Orfeo Mazzella ha presentato un dossier ricco di denunce e interrogazioni afferenti all’emergenza ambientale che attanaglia il fiume Sarno, esortando la nuova Giunta regionale a fare finalmente il punto sull’intera situazione.

Al centro della questione c’è il tetracloroetilene (PCE), un inquinante pericoloso rinvenuto nella falda profonda tra Solofra e Montoro, la cui presenza ha superato i limiti legali in modo allarmante, esponendo circa ventimila cittadini a rischi sanitari anche nel dicembre 2024, quando l’acqua è stata dichiarata non potabile. Mazzella sottolinea che da quasi vent’anni si sta facendo fronte a questa crisi con soluzioni temporanee, come filtri e autobotti, senza mai risolvere il problema alla radice.

La proposta principale del senatore è la reintroduzione del fiume Sarno come Sito di Interesse Nazionale (SIN), un riconoscimento perduto nel 2013, che consentirebbe di accedere a risorse finanziarie e a misure straordinarie per la bonifica del territorio. Mazzella ha affermato: «Il ritorno a SIN è cruciale per garantire strumenti e finanziamenti adeguati ad affrontare un problema di tale portata».

Ma il dossier non si ferma qui: il senatore chiede anche uno studio epidemiologico specifico per Montoro, affinché si possano eseguire screening sanitari mirati per gli abitanti esposti. Altre misure proposte includono l’attivazione di una vigilanza permanente contro gli illeciti, un cruscotto digitale pubblico per mappare i controlli ambientali e una riforma della tariffazione industriale. Queste ultime azioni mirano a garantire che le aziende responsabili di scarichi inquinanti contribuiscano equamente ai costi di depurazione.

«Oggi la nuova amministrazione ha un ruolo decisivo nella risoluzione di un problema ereditato», ha concluso Mazzella, ribadendo l’urgenza di interventi risolutivi che ciò che è stato trascurato per troppo tempo venga finalmente affrontato. Questa è l’occasione per dare risposte certe a una comunità che da tempo attende segnali di cambiamento sostenibili e duraturi.

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