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Spiagge libere a Vico Equense: una battaglia per la libertà o solo un gioco di potere?

Di Nina Chirico1 Agosto 2026 - 18:3614 secondi fa 2 min di lettura
Spiagge libere a Vico Equense: una battaglia per la libertà o solo un gioco di potere?

Proteste, striscioni e una folla di attivisti hanno invaso le spiagge di Vico Equense, chiedendo spazi liberi per tutti e mettendo sotto accusa le concessioni alle strutture private. Ma la vera domanda è: chi protegge il mare, patrimonio di tutti, da chi vuole appropriarsene? La situazione in questa nota località della penisola sorrentina è più complessa di quanto sembri, e la lotta per le spiagge libere è solo la punta dell’iceberg di un conflitto ben più profondo.

La giovane manifestante, tra le bandiere di Legambiente e dei Verdi, afferma con determinazione: “Il mare è di tutti”. Ma è più facile a dirsi che a farsi, soprattutto quando le istituzioni locali sembrano più propense a favorire gli stabilimenti balneari piuttosto che i cittadini. In effetti, l’ormai noto caso della spiaggia attrezzata con lettini e ombrelloni su un’area concessa di soli 670 metri quadrati su un totale di 3.300 metri è solo un esempio di come le promesse di spazi liberi possano facilmente tradursi in concessioni a privati.

Secondo quanto riportato da Repubblica, i manifestanti non si fermeranno. E non solo per amor di mare, ma anche per una questione di accessibilità e rispetto dell’ambiente. Le conseguenze delle scelte politiche riguardano non solo i turisti ma anche le comunità locali, spesso costrette a “lottare” per accedere ai propri spazi naturali.

Responsabilità e sfide per il futuro

Ma dove si trova la responsabilità di questo conflitto? Le istituzioni locali, che dovrebbero garantire il diritto all’accesso a una risorsa comune come il mare, sembrano invece privilegiare affari privati. I dati parlano chiaro: le concessioni diminuendo gli spazi per i cittadini, aumentando la pressione sugli ecosistemi costieri. È cruciale riflettere su questo punto. Come possono i cittadini far sentire la loro voce in una questione che riguarda la gestione del territorio? E come possono le istituzioni riconsiderare le loro scelte per garantire un equo accesso alle risorse naturali?

La battaglia a Vico Equense non è solo una questione di spiagge, ma rappresenta un indicativo di più ampi temi socio-politici ed ecologici. Riusciranno i movimenti a farsi sentire e a fare breccia in un sistema che sembra abituato a ignorare le richieste della comunità? O sarà solo un altro capitolo di un conflitto perdente?