Il maxi tamponamento mortale sull’A16, avvenuto all’altezza di Marigliano, non è stato solo una tragedia privata: ha svelato la fragilità di un sistema viario regionale che da tempo chiede manutenzione e controlli più stringenti.
La perdita di una coppia, confermata dalle autorità intervenute, riporta al centro il costo umano di scelte — o di omissioni — che emergono dopo ogni incidente grave. Sulla scena, agenti della Polizia Stradale e soccorritori hanno lavorato tra detriti e code, mentre la viabilità sull’arteria che connette Napoli al Sannio e oltre è rimasta bloccata per ore. È un copione che si ripete con troppe varianti: condizioni della carreggiata, segnaletica poco visibile, cantieri mal gestiti e controlli sporadici.
Chi governa i tratti autostradali e chi ne verifica la sicurezza hanno oggi davanti responsabilità concrete. Non si tratta di ricerca di capri espiatori, ma di ricomporre una catena di responsabilità tecnica e amministrativa che comprenda gestori della rete, enti locali e forze dell’ordine. La prevenzione non è retorica: richiede manutenzione programmata dei guard‑rail, pulizia delle scarpate, visibilità della segnaletica e sistemi di rilevazione e sanzione efficaci nei punti ad alto rischio.
Sul breve termine servono misure circoscritte e attuabili: ispezioni straordinarie dei tratti più critici della provincia, potenziamento dei servizi di vigilanza della Polizia Stradale, temporanee riduzioni dei limiti di velocità dove la geometria della strada lo impone e segnaletica integrata in corrispondenza dei cantieri. Sul medio e lungo periodo invece non si può prescindere da investimenti dedicati per l’adeguamento infrastrutturale, pianificati con criteri di rischio e trasparenza e sottoposti a controllo pubblico.
La città metropolitana di Napoli e la Prefettura hanno il dovere di coordinare queste azioni: ogni giorno che passa senza un piano operativo è un giorno in cui il rischio resta elevato. La tragedia di Marigliano dovrebbe funzionare da spartiacque: non per il clamore del momento, ma per la capacità delle istituzioni di tradurre il lutto in politiche concrete che riducano le possibilità che simili drammi si ripetano.
