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Cronaca

Poggioreale e il conto delle strade: Napoli non può aspettare

La morte di un pedone a Poggioreale — la dodicesima vittima della strada in città dall'inizio dell'anno — impone di guardare oltre il fatto isolato: quali interventi immediati e strutturali possono abbattere i punti neri del…

Poggioreale e il conto delle strade: Napoli non può aspettare

La morte di un pedone a Poggioreale, l’ultimo episodio di una scia che conta già 12 vittime della strada in città da inizio anno, riapre il dossier sicurezza stradale a Napoli. Non è solo un dramma isolato: è un campanello che suona su più arterie e attraversamenti della città.

Poggioreale, con la sua mescolanza di traffico commerciale, capillare viabilità locale e collegamenti con la zona industriale, rappresenta bene il nodo. Qui come in altri quartieri il problema non è soltanto la velocità: sono attraversamenti mal segnalati, illuminazione insufficiente, marciapiedi interrotti e aree dove il confine tra carreggiata e spazio pedonale è labile. Conta anche la gestione dei flussi, soprattutto nelle ore di punta e nelle notti di carico-scarico merci.

Il caso recente deve spingere a due livelli di intervento, entrambi urgenti. Sul breve motivo: ordinanze mirate per ridurre i limiti di velocità nelle strade più critiche, pattugliamenti straordinari della Polizia Municipale e della Questura in coordinamento con la Prefettura, postazioni mobili di controllo della velocità e segnaletica retroilluminata nei punti di attraversamento. Soluzioni low-cost come l’installazione rapida di dossi ben segnalati, isole pedonali e l’aumento dell’illuminazione pubblica possono ridurre l’esposizione al rischio in poche settimane.

Sul medio-lungo periodo serve invece ripensare lo spazio stradale: estendere zone 30 km/h nelle aree residenziali e intorno alle scuole, ridisegnare le carreggiate per separare meglio le funzioni (mezzi pesanti, auto, bici e pedoni), e pianificare corridoi sicuri per gli spostamenti a piedi. È indispensabile una mappatura trasparente dei cosiddetti punti neri della città, aggiornata e pubblica, con priorità di intervento decisa sul dato e non sull’emotività del momento.

Chi governa la città e chi coordina la sicurezza pubblica non può limitarsi alle parole: servono atti amministrativi, finanziamenti mirati e un cronoprogramma che tenga conto delle emergenze. Anche piccoli interventi, scelti e coordinati bene, hanno dimostrato altrove di abbattere in fretta gli incidenti gravi.

Poggioreale non può diventare l’ennesimo luogo segnato dal lutto. Se la conta delle vittime — dodici dall’inizio dell’anno — vuole significare qualcosa, allora il punto di svolta deve essere una strategia che connetta prefettura, Comune, polizia locale e città metropolitana attorno a interventi concreti e misurabili: prima i pedoni, poi tutto il resto.

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