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Cronaca

Neonati e giovani genitori: da Pignataro a Napoli la politica non può più fare finta

Due episodi, uno a Pignataro e uno in città, non sono semplici curiosità di cronaca: mostrano l’urgenza di servizi sanitari e sociali pensati per chi diventa genitore molto giovane.

Neonati e giovani genitori: da Pignataro a Napoli la politica non può più fare finta

Da Pignataro a Napoli, i casi recenti di neonati trovati e parti in casa parlano chiaro: non sono fatti isolati ma il riflesso di politiche di supporto ai giovani inefficienti.

Negli ultimi giorni la ricostruzione di due episodi ha avuto ampia eco: a Pignataro è stato segnalato un neonato apparentemente abbandonato, ma si è poi appreso che il chiamante, 19 anni, era il padre; a Napoli una ragazza di 16 anni ha partorito in casa e, secondo le ricostruzioni investigative, il fidanzato avrebbe portato via il bambino simulandone il ritrovamento. Due storie diverse, lo stesso nodo sullo sfondo: giovani genitori disorientati, fragile rete di protezione, scarsa informazione sui servizi disponibili.

Il punto non è fare processi mediatici né attribuire colpe prima che gli accertamenti definitivi siano chiari. È invece chiedersi che tipo di reti sociali e sanitarie abbiamo messo in piedi per intercettare e sostenere chi diventa genitore prima dei venticinque anni: consultori sovraccarichi, educazione sessuale ridotta a singole lezioni, difficoltà d’accesso a contraccezione e sostegno psicologico, mancanza di percorsi domiciliari ostetrici nei quartieri più marginali della città metropolitana.

La politica locale — Comune, ASL, scuole e servizi sociali — può intervenire subito con scelte concrete e a basso costo rispetto al danno sociale che storie come queste possono produrre. Potenziare i consultori familiari e dotarli di equipe mobili, attivare sportelli di orientamento giovanile nei municipi e nelle periferie, garantire la gratuità o la facile reperibilità della contraccezione per under 25, introdurre percorsi obbligatori e non ideologici di educazione affettiva e sessuale nelle scuole secondarie: tutte misure che riducono rischi e isolamenti.

Serve anche una comunicazione più chiara: campagne che spieghino quando chiamare il 118, come accedere al consultorio o a un’assistenza domiciliare ostetrica, e percorsi per segnalare situazioni di vulnerabilità senza stigma. Il lavoro va fatto con associazioni locali, parrocchie, sportelli giovanili e medici di base, perché spesso sono questi i luoghi in cui un ragazzo o una ragazza si fidano di chiedere aiuto.

Napoli e la sua area metropolitana non devono limitarsi a registrare eventi di cronaca che emozionano e poi si spengono. Se da Pignataro a un appartamento della città emerge la stessa fragilità, la politica locale ha il dovere di rispondervi con misure concrete e continuità: non come spot, ma come sistema di tutela quotidiana per chi diventa genitore molto giovane.

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