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Campania

Blitz a Napoli: stanze del buco, giovani come «fantasmi» e l’allarme dei carabinieri

I carabinieri hanno effettuato un blitz a Napoli scoprendo 'stanze del buco' usate come punti di spaccio e consumo. Le condizioni degli ambienti e le testimonianze che descrivono i giovani come 'fantasmi' accendono un nuovo allarme…

Blitz a Napoli: stanze del buco, giovani come «fantasmi» e l’allarme dei carabinieri

Un blitz dei carabinieri ha portato alla luce a Napoli più ‘stanze del buco’ usate come punti di spaccio e consumo, con giovani clienti descritti dai testimoni come “fantasmi”.

L’operazione, condotta nei giorni scorsi dal Comando provinciale dei carabinieri, ha interessato abitazioni e locali riconvertiti in piccole postazioni per la vendita e l’assunzione di sostanze. I militari hanno documentato ambienti angusti e degradati: stanze spoglie, letti improvvisati e materiale per il confezionamento. Le verifiche sono partite da segnalazioni sul territorio e si inseriscono in una più ampia attività di contrasto allo spaccio nei quartieri cittadini e nell’area metropolitana.

Chi vive il vicinato parla di una presenza che non fa più rumore: “arrivano e spariscono”, dicono i testimoni, motivo per cui è nato il termine «fantasmi» usato per descrivere i giovani clienti. Non si tratta solo di uno scatto figurativo: le fonti locali raccontano di ragazzi visibilmente segnati, che passano poche ore in quegli spazi e poi rientrano in strada o tornano a casa quasi senza lasciare traccia. Il quadro che emerge è quello di una domanda di sostanze che assume profili sempre più precoci e sommersi.

I carabinieri, pur limitandosi nelle comunicazioni ai fatti accertati, hanno sottolineato l’urgenza di collegare l’intervento repressivo con misure di prevenzione e presa in carico: dalle comunità terapeutiche ai servizi sociali del Comune. L’allarme non è rivolto solo alla repressione del pusheraggio, ma alla capacità della città di intercettare fragilità giovanili che trovano nella droga una risposta immediata. L’anticipo dei segnali — la presenza di stanze attrezzate, la mobilità notturna di giovani «fantasmi», la facilità di approvvigionamento — è diventato un elemento cruciale per la strategia delle forze dell’ordine.

Le indagini proseguono e gli accertamenti riguardano tanto l’origine delle sostanze quanto la rete di contatti che ruota intorno a questi luoghi. Intanto, il ritratto emerso dal blitz mostra una Napoli che convive con una forma di marginalità interna: non sempre rumorosa, spesso invisibile, ma capace di radicarsi vicina alle case e alle scuole. La risposta istituzionale dovrà essere a più livelli, unendo sicurezza urbana, prevenzione sanitaria e interventi sociali per rendere meno frequente l’immagine dei giovani ridotti a «fantasmi» nelle stanze del buco.

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