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L’acqua è un diritto o un affare? Napoli tra crisi e lotte civili

Di Nina Chirico28 Luglio 2026 - 18:371 ora fa 3 min di lettura
L’acqua è un diritto o un affare? Napoli tra crisi e lotte civili

La questione della gestione dell’acqua a Napoli sta generando un acceso dibattito tra le istituzioni e i cittadini. Con la recente proposta di trasformare ABC SpA, l’azienda speciale per l’acquedotto, in una società per azioni pubblica, si riaccendono le polemiche su ciò che realmente rappresenti il bene pubblico nel nostro contesto. L’avvocato Andrea Torino, commissario straordinario dell’azienda, ha affermato chiaramente: “Se non diventa SPA pubblica, chiude”. Questa affermazione non è da poco e evidenzia la fragilità del sistema di approvvigionamento idrico napoletano, mentre i comitati per l’acqua pubblica si appellano alla necessità di mantenere un controllo diretto e incondizionato dello stato sulla risorsa più preziosa.

Secondo quanto riportato da Fanpage Napoli, è stato organizzato un confronto in commissione Infrastrutture, dove è emerso un netto contrasto tra le posizioni di ABC e quelle dei comitati in difesa dell’acqua pubblica. Mentre i rappresentanti di ABC sostengono che la trasformazione in Spa non significhi privatizzazione, i gruppi di attivisti denunciano il rischio di una deriva commerciale della gestione idrica. “L’acqua è un diritto e non può essere gestita come un qualsiasi bene di mercato” è il mantra di coloro che lottano per un’adeguata governance delle risorse idriche, evidenziando le paure di una possibile speculazione futura.

La sinistra, da sempre schierata a favore della gestione pubblica dell’acqua, si trova ora in una posizione delicata, dovendo bilanciare le esigenze economiche con i diritti dei cittadini. Il futuro della città di Napoli, in questo frangente, sembra incerto. Ci si chiede se l’alleanza tra istituzioni e privato possa davvero garantire i diritti di accesso all’acqua per tutti. La questione non è solo legata alla gestione commerciale, ma tocca questioni di giustizia sociale, diritti civili e salute pubblica.

Implicazioni della trasformazione in Spa pubblica

Le conseguenze di una trasformazione di ABC in Spa pubblica sono molteplici e di lungo termine. Prima di tutto, un tale passaggio potrebbe generare opportunità di investimento e modernizzazione della rete idrica. Tuttavia, rimane da vedere se questa modernizzazione sia accompagnata da trasparenza e efficienza. I comitati affermano che l’acqua non deve diventare oggetto di profitto e chiedono garanzie più forti per evitare conflitti di interesse tra profitto e servizio pubblico. Un fattore chiave in questo dibattito sarà anche capire se un SpA possa effettivamente rispettare gli standard di servizio richiesti senza cadere nella trappola dell’inefficienza pubblica.

In un contesto di crescente pressione sulla risorsa idrica, l’importanza di salvaguardare i diritti dei cittadini non può essere sottovalutata. La trasformazione della gestione dell’acqua in una SPA deve avvenire con il monitoraggio costante da parte della cittadinanza in modo che la gestione rimanga veramente pubblica e rispondente agli interessi della comunità. I cittadini napoletani dovranno continuare a mobilitarsi per pretendere trasparenza, responsabilità e giustizia nelle decisioni che riguardano la loro acqua.