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Capri, i balneari in allerta: «Senza lettini a 150 euro, la spiaggia sarà abbandonata»

Di Redazione28 Luglio 2026 - 14:082 ore fa 2 min di lettura
Capri, i balneari in allerta: «Senza lettini a 150 euro, la spiaggia sarà abbandonata»

Capri, l’isola incantevole che attira turisti da tutto il mondo, si trova al centro di una polemica infuocata. Al centro delle discussioni c’è il nuovo Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali (PAD) proposto dal Comune di Anacapri, pensato per restituire ai cittadini una parte della splendida scogliera del Faro di Punta Carena, destinandola a spiaggia pubblica. Una mossa che ha sollevato non poche preoccupazioni tra i gestori degli stabilimenti balneari locali, già in ansia per il drastico taglio dei lettini in concessione.

I numeri parlano chiaro: i lettini disponibili passeranno da 150 a soli 50. “Questa riduzione minaccia di compromettere la qualità dei servizi e potrebbe dar vita a condizioni di degrado”, scrivono i titolari dello stabilimento nella lettera ai soci di Federalberghi Capri, evocando l’incubo di una spiaggia condivisa in cui il lusso lascia spazio al caos.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la reazione non si è fatta attendere. Si è schierato in difesa della scelta del Comune il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, accusando gli imprenditori di un atteggiamento classista. “Parlare di degrado quando si parla di spazi pubblici è inaccettabile”, ha dichiarato, sottolineando come l’accessibilità al mare non debba essere un privilegio esclusivo dei ricchi.

La scelta dell’amministrazione di Anacapri ha sollevato interrogativi più ampi. Il dibattito sui canoni demaniali e sul valore reale delle concessioni turistiche è tornato prepotentemente in primo piano. A Capri, dove i prezzi per noleggiare un lettino sfiorano i 150 euro al giorno, la domanda di Borrelli è chiara: “Chi guadagna tutto questo?”.

La situazione al Faro di Punta Carena non è un caso isolato. “I Luigi”, uno degli stabilimenti più noti ai Faraglioni, applica tariffe astronomiche in confronto a concessioni annuali ridicole. “È ora che il mare torni ad essere un bene comune, non la proprietà di pochi”, ha concluso Borrelli, auspicando che anche dall’altra parte dell’isola possa esserci un cambio di rotta.

Cittadini e turisti ora si interrogano su quali saranno le conseguenze di questa ristrutturazione degli spazi demaniali. La polemica si evolve, ma ciò che resta centrale è la speranza di un’estate in cui si possa godere del mare senza dover svuotare il portafoglio.

Resta aperto il dibattito: chi realmente beneficia di simili politiche? E il mare, per sua natura, non dovrebbe appartenere a tutti? La città di Capri, con la sua bellezza e le sue contraddizioni, attende risposte.