Due giovani campane, appena ventenni, si sono ritrovate al centro di un’inquietante vicenda di truffa che ha colpito un anziano a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia. Residenti ad Acerra e Sant’Anastasia, le ragazze sono state arrestate dai Carabinieri, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale foggiano, in risposta a una richiesta della Procura locale.
L’episodio, avvenuto il 3 luglio 2025, si inserisce in un triste filone di raggiri ai danni delle persone più vulnerabili, una pratica che continua a colpire le fasce deboli della nostra società. Le indagini hanno rivelato un copione criminale sorprendentemente efficace e collaudato che i malviventi utilizzano da tempo. Colpisce come, nella nostra epoca, pure i più deboli possano diventare bersagli facili per chi agisce con poche scrupoli e tanta astuzia.
Il racconto della truffa inizia con una telefonata inaspettata. L’anziano, ignaro di ciò che lo attendeva, riceve una chiamata da un uomo che, spacciandosi per il nipote, ha ottenuto il numero di cellulare della vittima. Poco dopo, il malfattore ha contattato l’anziano presentandosi come un procuratore, sostenendo di operare per conto di un maresciallo dei Carabinieri. Il suo scopo? Richiedere urgentemente una somma di denaro per pagare delle presunte multe insolute che avrebbero potuto comportare gravi conseguenze legali per il falso nipote.
In preda all’agitazione e alla paura, l’uomo, credendo fermamente a ciò che gli era stato detto, ha raccolto tutti i suoi monili d’oro e 500 euro in contante, prontamente consegnati a una giovane donna che si era presentata poco dopo alla sua porta. Purtroppo, il raggiro ha avuto successo, ma la fuga delle due giovani criminali è durata poco.
Grazie alla pronta attivazione delle indagini, i Carabinieri sono riusciti a fare luce sulla vicenda. Hanno incrociato le immagini delle telecamere di videosorveglianza con accertamenti tecnici che hanno portato all’identificazione dell’auto a noleggio utilizzata dalle due. È così che sono emerse le identità delle due ventenni partenopee.
Questa vicenda sottolinea l’urgenza di avviare campagne di sensibilizzazione, affinché simili inganni non abbiano più successo. In un momento in cui molte famiglie stanno affrontando difficoltà economiche e sociali, episodi come questi non possono passare inosservati.
I cittadini, a maggior ragione quelli più vulnerabili, meritano di vivere in sicurezza e di non essere considerati facili prede da chi agisce con spregio verso valori umani fondamentali. Le istituzioni devono intervenire per garantire il benessere dei propri cittadini, creando una rete di protezione e sensibilizzando tutti, per iniziare a contrastare determinati comportamenti criminali, sempre più diffusi.
La domanda che ora si pongono molti è: che passi concreti verranno compiuti affinché situazioni del genere non si ripetano? I nostri anziani, le persone più fragili che popolano le nostre comunità, hanno diritto a vivere la loro quotidianità senza timori e senza il peso di raggiri simili sulle spalle.