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Castellammare, il dossier nascosto: affari e clan, verità scomode in primo piano

Di Redazione28 Luglio 2026 - 10:242 ore fa 2 min di lettura
Castellammare, il dossier nascosto: affari e clan, verità scomode in primo piano

A Castellammare di Stabia, una vicenda inquietante sta scuotendo la cittadinanza: le cronache rivelano un vero e proprio “sacco” amministrativo che ha permesso al clan D’Alessandro e al clan Cesarano di intascare oltre 1,2 milioni di euro, attraverso manipolazioni contabili e affidamenti irregolari. Un affare torbido che getta un’ombra pesante sull’estate stabiese e mette a rischio la vita quotidiana di famiglie e bagnanti.

Il primo capitolo di questa inchiesta, come riportato da www.cronachedellacampania.it, ha già svelato il degrado della Polizia Municipale e l’anarchia nella gestione del territorio. Ora, il secondo capitolo scava ancora più a fondo, rivelando un sistema sofisticato di appalti, in cui il denaro pubblico viene gestito senza alcuna trasparenza. Frammentando gli appalti sotto la soglia dei 40.000 euro, la dirigenza ha scavalcato i controlli antimafia, permettendo a aziende legate alla camorra di monopolizzare i servizi di pulizia e noleggio per le spiagge comunali.

La situazione è allarmante: nel cuore dell’estate, sull’arenile di Pozzano, i bagnanti hanno denunciato episodi di estorsione. Secondo testimonianze, coloro che tentavano di sistemare il proprio ombrellone venivano cacciati e minacciati dai “guardiani” del clan, mentre il Comune continuava a liquidare le fatture per servizi mai realmente forniti. Un vero e proprio “pizzo” su ciò che dovrebbe essere accessibile a tutti.

Gli ispettori della Guardia di Finanza hanno tracciato una mappa dettagliata degli affidamenti sospetti, svelando una rete di aziende connesse alla camorra avvalendosi di prestanomi. Gli imprenditori, formalmente senza precedenti, sono in realtà pedine nel grande gioco dell’illegalità.

Inoltre, la privatizzazione abusiva del demanio fa sorgere interrogativi gravissimi sulla legalità degli operati municipali. Con determinate firmate da funzionari compiacenti, si è giunti a un sistema contabile che rasenta il paradossale: lavori di manutenzione affidati a ditte legate al crimine organizzato, mentre la cittadinanza resta in balia di un’Amministrazione paralizzata.

“Serve più attenzione”, è il pensiero che circola tra molti residenti, preoccupati per le ricadute di questa vicenda sulla loro sicurezza e sulla legalità nel comune. La Commissione Straordinaria insediatasi a Palazzo Farnese ha avviato una serie di interventi, bloccando concessioni sospette e annullando le determina illecite. Tuttavia, la sensazione tra i cittadini è che la lotta contro l’illegalità sia solo all’inizio.

Ora, la domanda è inevitabile: quali saranno i passi successivi delle istituzioni per garantire un futuro migliore per Castellammare e restituire il mare e le spiagge ai legittimi proprietari, i cittadini? Il territorio osserva e attende, ansioso di capire se finalmente arriveranno risposte concrete alle violazioni che hanno messo in ginocchio una comunità intera.