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Cronaca

Portici-Puteolana: due 19enni agli arresti domiciliari, un altro resta in carcere; tre indagati liberi

Portici-Puteolana: due 19enni agli arresti domiciliari, un altro resta in carcere; tre indagati liberi

Pozzuoli, disordini post-partita: due arresti in differita confermati, una confessione e una nuova pagina delle indagini

Pozzuoli, domenica 25 ottobre 2026. Sono state rese note le prime decisioni della magistratura sui gravissimi disordini scoppiati al termine dell’incontro tra Puteolana e Portici. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli, Ambra Cerabona, ha convalidato due degli arresti in differita nei confronti dei tifosi maggiorenni coinvolti nella rissa che ha visto protagonista Mario Spedaliere, 34 anni, attualmente ricoverato in gravissime condizioni e in coma al Santa Maria delle Grazie.

Tra i provvedimenti confermati figura l’arresto di Emanuelke Alfano, 19 anni, fratello di un pentito di camorra, ritenuto responsabile del colpo che ha sferrato la lama del destino contro Spedaliere. Secondo quanto emerso dall’atto, Alfano avrebbe confessato davanti al magistrato di aver colpito la testa della vittima con una mazza di legno nelle fasi più concitate degli scontri. Per lui, il GIP ha disposto la misura degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Resta invece in cella un altro 19enne, tifoso della Puteolana, per il quale la misura cautelare è stata pienamente convalidata. I dettagli della posizione restano in parte definiti dall’esame degli elementi raccolti, ma la convalida testimonia una forte imprevedibilità delle dinamiche sul campo di battaglia, dove la violenza ha segnato un tragico epilogo.

Non convalidati invece i fermi degli altri tre indagati, tutti maggiorenni. Tra loro figura un 38enne tifoso del Portici, amico della vittima e con precedenti specifici; l’uomo è assistito dall’avvocato Emilio Coppola. Secondo la difesa, l’uomo non si trovava sul luogo dell’aggressione al momento dei fatti, una difesa che dovrà trovare conferme nelle successive verifiche investigative. Il giudice Cerabona ha inoltre evidenziato la mancanza di elementi sufficienti per identificare con certezza la partecipazione agli scontri anche per gli ultimi due indagati, per i quali l’arresto non è stato convalidato.

La dinamica resta al vaglio degli inquirenti, che proseguono le verifiche per delineare i contorni di quanto accaduto quel pomeriggio e per stabilire eventuali contatti tra i gruppi di tifosi. Le condizioni di Spedaliere continuano a preoccupare, con l’intervento dei medici che monitora costantemente l’evoluzione dello stato di coma. La magistratura, da parte sua, mantiene la prudenza necessaria: restano da accertare responsabilità, ruoli e responsabilità specifiche di ciascun indagato.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la ricostruzione degli eventi sta procedendo attraverso i rilievi delle immagini e i confronti tra le testimonianze, mentre gli elementi finora raccolti hanno orientato le misure cautelari e le decisioni della gip Cerabona. Le indagini continueranno per chiarire se vi siano collegamenti strutturali tra i singoli coinvolti e se emergano ulteriori responsabilità nel contesto della violenza esplosa quel giorno.

Contestualizzare la vicenda significa anche osservare come episodi di questo tipo possano intrecciarsi con reti di criminalità organizzata o con dinamiche di coesione tra gruppi di tifosi, scenario che i magistrati e gli investigatori stanno monitorando senza spegnere la cautela sulle imputazioni. Per ora, la magistratura ha scelto di distinguere tra fatti accertati e ipotesi investigative, evitando una lettura frettolosa delle responsabilità e mantenendo l’attenzione sulla tutela della vittima, sul corretto svolgimento delle indagini e sulla necessità di tempi per le verifiche.

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