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Cronaca

Guida sotto alcol e cocaina: Severino condannato a 10 anni per la morte dell’agente Scarpati a Torre del Greco

Guida sotto alcol e cocaina: Severino condannato a 10 anni per la morte dell’agente Scarpati a Torre del Greco

Titolo: 10 anni di reclusione per guida in stato di ebbrezza e fuga: l’imprenditore torrese condannato per l’incidente che costò la vita a un poliziotto

Il Gup di Torre Annunziata ha condannato ieri Tommaso Severino, 29 anni, imprenditore, a dieci anni di reclusione per l’incidente stradale che causò la morte del poliziotto Aniello Scarpati e ferì l’agente Ciro Cozzolino, lungo la tratto di litoranea a Torre del Greco. L’esecuzione della pena arriva a poco più di quasi un anno dal sinistro che ha scosso la comunità locale. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la sentenza è stata pronunciata nel corso del giudizio abbreviato celebrato davanti al Gup.

L’incidente, avvenuto nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre 2025, aveva già portato al fermo dell’imputato 12 ore dopo lo spettacolare impatto. Le analisi hanno accertato che Severino guidava sotto l’effetto di cocaina e con tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti. L’imputato è stato formalmente accusato di omicidio stradale aggravato dalla fuga, lesioni stradali e omissione di soccorso. Durante le fasi iniziali del processo, Severino ha optato per il rito abbreviato dinanzi al Gup.

La ricostruzione degli investigatori descrive una dinamica particolarmente grave: Severino avrebbe tenuto una condotta di guida – già a subito dopo l’impatto – caratterizzata da una velocità elevatissima, nonostante a bordo vi fossero passeggeri che lo invitarono ripetutamente a moderare l’andatura. Oltre al tragico esito per Aniello Scarpati, a bordo c’era anche un gruppo di viaggiatori, tra cui tre ragazze minorenni, che hanno vissuto la fuga e la conseguente impossibilità di prestare immediato soccorso.

Secondo la ricostruzione ufficiale, dopo l’urto Severino si fermò brevemente, consumò una sigaretta e quindi allontanò dal luogo del sinistro, senza fornire assistenza né fermarsi per soccorrere i feriti o gli occupanti della vettura. Il fermo operato dalle forze dell’ordine avvenne dodici ore dopo, quando la situazione fu sondabile e verificabile alla luce delle prime evidenze.

Il quadro delle imputazioni rifletteva la gravità del caso: il pm aveva chiesto una pena di dodici anni per omicidio stradale e lesioni, più un anno e quattro mesi per omissione di soccorso. L’esito del processo, però, ha visto Severino condannato a dieci anni di carcere, con il regime degli arresti domiciliari già applicato per i reati contestati. La decisione sancisce un trattamento penale particolarmente severo per una guida compromessa dall’uso contemporaneo di alcol e droga e per la fuga dall’area del tragico impatto.

La vicenda, che ha coinvolto una vita spezzata e conseguenze pesanti per i passeggeri, resta un riferimento chiaro sul tema della guida sotto effetto di sostanze e dell’inosservanza dell’obbligo di soccorso. La sentenza, pur arrivando dopo mesi di attesa, conferma la linea severa della giustizia rispetto a casi simili e ruota intorno al principio di responsabilità individuale nelle ore successive a un incidente stradale grave. Resta da monitorare se ci saranno sviluppi legali o ulteriori profili processuali relativi agli esiti del caso.

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