A Lacco Ameno, l’allerta cresce: la Corte dei Conti mette nel mirino la gestione del porto turistico, segnalando un presunto danno alle casse pubbliche di quasi 1,8 milioni di euro. Questa vicenda, che rischia di compromettere il futuro economico della comunità isolana, ha fatto scattare l’allerta tra i residenti e gli operatori turistici.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’indagine, condotta dal procuratore Giacinto Dammicco e dal vice procuratore generale Miranda, ha rivelato una gestione non conforme della concessionaria, colpevole di non aver versato da anni i canoni concessori e di aver occupato un’area demaniale marittima di oltre 56.000 metri quadrati senza un valido titolo autorizzativo. Inoltre, il Comune avrebbe continuato a pagare le utenze dell’approdo senza ricevere alcun rimborso, aggravando ulteriormente una situazione già critica.
Per i cittadini, questo episodio non è solo un numero. È una realtà palpabile: molti temono per il futuro turistico di Lacco Ameno, uno dei principali punti d’attracco dell’isola d’Ischia. “Non possiamo permettere che il nostro patrimonio venga gestito in questo modo”, commenta un albergatore locale. “Dobbiamo garantire che l’approdo funzioni per tutti noi, non soltanto per alcune tasche.”
La vicenda è emblematica di un’amministrazione che, dopo anni di contenziosi, ha ripreso in mano la gestione del porto, cercando di avviare una fase di rinnovo e trasparenza. Nel 2024, il Comune ha infatti riottenuto la concessione demaniale, avviando un percorso di gestione pubblica che ha già portato alla creazione di nuovi regolamenti e opportunità per i residenti. “Ci stiamo impegnando affinché il porto diventi un luogo vivibile e utile per tutti”, dichiara il sindaco, evidenziando gli sforzi della nuova amministrazione.
L’inchiesta riguardante il porto non è solo un problema di bilancio, ma solleva interrogativi più profondi sulla trasparenza nella gestione del patrimonio pubblico. I cittadini chiedono ora maggiore attenzione e responsabilità dai loro rappresentanti. “Questo è un bene comune. Se non si fa la cosa giusta, chi ci perde siamo tutti noi”, è il pensiero che attraversa le discussioni tra gli abitanti della zona.
La Corte dei Conti, dunque, non si limita a contestare: ha fatto un appello a tutelare i beni pubblici e a risarcire i danni subiti dall’erario. La sezione giurisdizionale valuterà la responsabilità amministrativa della concessionaria e quantificherà l’ammontare del danno. Ma, intanto, la sensazione tra i cittadini è che i conti siano arrivati a un punto critico e che ora si debba agire.
Questo caso accende i riflettori sulla necessità di un controllo più rigoroso e di una maggiore vigilanza sulle consociate pubbliche. “Non possiamo permettere che episodi del genere passino inosservati. La nostra isola ha bisogno di risposte”, avvertono i residenti, sperando che la giustizia faccia il suo corso e che il porto possa tornare a essere un simbolo di prosperità e sicurezza per Lacco Ameno.
La sinergia tra cittadini e amministrazione sarà fondamentale per il futuro dell’approdo e, di riflesso, per l’economia locale. Ora, da quando partirà la valutazione della Corte dei Conti, il territorio attende risposte concrete. Le speranze di molti sono riposte in una gestione più attenta e responsabile, perché, alla fine, il benessere della comunità è il vero metro di misura del progresso.