Da Bacoli ai Campi Flegrei serve più di buone intenzioni: una legge speciale che metta ordine a finanziamenti, responsabilità e tempi per ricollocare gli sfollati e mettere in sicurezza i costoni.
Il presidente della Camera ha rilanciato l’esigenza di una normativa ad hoc; nel frattempo si lavora anche a misure pragmatiche, come il contributo una tantum per riparazioni lievi negli appartamenti sgomberati. A Bacoli, intanto, è stata quantificata una cifra pesante sul tavolo: circa 50 milioni per interventi sui costoni. Sono numeri che dicono chiaramente una cosa: senza regole chiare e risorse certe il ritorno a casa rimarrà un miraggio.
La proposta che ha senso è semplice e dura: mettere insieme tre livelli di intervento concatenati. Primo, una legge speciale che dia strumenti amministrativi rapidi — procedure autorizzative accelerate, criteri definiti per l’assegnazione dei fondi, controllo sul rispetto dei tempi — e che istituisca una governance con rappresentanti dello Stato, della Regione e dei Comuni interessati. Secondo, un fondo immediato per i bisogni urgenti delle famiglie, comprensivo del contributo una tantum già allo studio per le riparazioni lievi e del sostegno temporaneo alle utenze e ai servizi sociali. Terzo, stanziamenti mirati per opere strutturali, come i 50 milioni stimati per Bacoli, collegati a piani di monitoraggio geologico e a gara pubblica trasparente.
Solo così si passa dal rattoppo allo sforzo collettivo. Il problema non è soltanto eliminare il rischio geologico: è ridare certezze a chi vive la città ogni giorno. I cittadini sgomberati non devono restare in apnea tra pratiche amministrative arretrate e lavori che non partono. Serve una timeline pubblica, un cronoprogramma con tappe verificabili e la mappa degli interventi condivisa con i municipi e le reti di volontariato locale.
Da tifosi dell’area metropolitana, possiamo accettare ritardi tecnici ma non il bluff politico. Se davvero si vuole il rientro degli sfollati bisogna mettere in campo la “squadra” giusta: legge speciale, fondi immediati e stanziamenti per le opere più complesse, coordinati da una governance che paghi le partite con trasparenza e tempi certi. Altrimenti la partita continuerà a finire ai calci d’angolo, mentre la gente resta fuori casa.