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Eav, la Finanza punta il direttore: verifiche che sollevano dubbi sulla governance del trasporto napoletano

La Guardia di Finanza ha avviato verifiche sul direttore generale di Eav, De Gregorio. L'indagine, che potrebbe coinvolgere la Corte dei Conti, apre scenari con effetti concreti sulla governance e sulla fiducia nei servizi locali.

Di Nina Chirico25 Agosto 2026 - 09:041 minuto fa 2 min di lettura
Eav, la Finanza punta il direttore: verifiche che sollevano dubbi sulla governance del trasporto napoletano

La Guardia di Finanza ha avviato verifiche sul direttore generale di Eav, De Gregorio: l’indagine, che potrebbe interessare anche la Corte dei Conti, apre interrogativi concreti sulla governance del trasporto nell’area metropolitana di Napoli.

Eav è l’ente che gestisce parte dei servizi ferroviari e del trasporto locale più sensibili per i pendolari napoletani; la notizia delle verifiche arriva in un momento in cui programmi di manutenzione, contratti con fornitori e gare pubbliche sono sotto osservazione da parte degli stessi enti locali. Le verifiche della Finanza, come prassi, riguardano aspetti amministrativi e fiscali e potrebbero tradursi in accertamenti di natura economico-contabile che richiamano l’attenzione della magistratura contabile in caso di presunti danni erariali.

Se la Corte dei Conti dovesse effettivamente intervenire, le conseguenze non sarebbero solo formali: si aprirebbe una fase in cui il board e gli organi di controllo dell’azienda sarebbero chiamati a chiarire procedure, affidamenti e flussi finanziari. Per un gestore del trasporto locale, la tenuta amministrativa è condizione per mantenere credibilità con Regione, Comune e con i cittadini. È nella logica delle istituzioni che, davanti a verifiche delicate, si chiedano trasparenza e rapidità di chiarimento per non compromettere l’ordinaria operatività dei servizi.

Da chi ogni giorno prende la Circumvesuviana o gli altri collegamenti gestiti dall’azienda, l’indiscrezione ha suscitato preoccupazione: i pendolari temono ripercussioni su orari e manutenzione, i sindacati guardano con attenzione all’eventuale impatto sui lavoratori. Nelle ore successive all’emersione delle verifiche non risultano provvedimenti cautelari pubblicizzati: la fase è preliminare e la presunzione d’innocenza resta principio fondamentale della procedura.

Il nodo politico-amministrativo è ora sul tavolo: la Regione e gli enti locali titolari delle funzioni di controllo potrebbero sollecitare chiarimenti formali, mentre il vertice aziendale dovrà valutare come difendere la regolarità degli atti e allo stesso tempo garantire la continuità dei servizi. In città la discussione si sposta in fretta dalla dimensione giudiziaria a quella pratica: non è solo questione di responsabilità individuale, ma di come si traduce quella verifica in scelte di governo del trasporto pubblico locale. Per i napoletani, la posta in gioco resta semplice e concreta: che i treni arrivino in orario e in sicurezza.