La Guardia di Finanza ha avviato verifiche sul direttore generale di Eav, De Gregorio: l’indagine, che potrebbe interessare anche la Corte dei Conti, apre interrogativi concreti sulla governance del trasporto nell’area metropolitana di Napoli.
Eav è l’ente che gestisce parte dei servizi ferroviari e del trasporto locale più sensibili per i pendolari napoletani; la notizia delle verifiche arriva in un momento in cui programmi di manutenzione, contratti con fornitori e gare pubbliche sono sotto osservazione da parte degli stessi enti locali. Le verifiche della Finanza, come prassi, riguardano aspetti amministrativi e fiscali e potrebbero tradursi in accertamenti di natura economico-contabile che richiamano l’attenzione della magistratura contabile in caso di presunti danni erariali.
Se la Corte dei Conti dovesse effettivamente intervenire, le conseguenze non sarebbero solo formali: si aprirebbe una fase in cui il board e gli organi di controllo dell’azienda sarebbero chiamati a chiarire procedure, affidamenti e flussi finanziari. Per un gestore del trasporto locale, la tenuta amministrativa è condizione per mantenere credibilità con Regione, Comune e con i cittadini. È nella logica delle istituzioni che, davanti a verifiche delicate, si chiedano trasparenza e rapidità di chiarimento per non compromettere l’ordinaria operatività dei servizi.
Da chi ogni giorno prende la Circumvesuviana o gli altri collegamenti gestiti dall’azienda, l’indiscrezione ha suscitato preoccupazione: i pendolari temono ripercussioni su orari e manutenzione, i sindacati guardano con attenzione all’eventuale impatto sui lavoratori. Nelle ore successive all’emersione delle verifiche non risultano provvedimenti cautelari pubblicizzati: la fase è preliminare e la presunzione d’innocenza resta principio fondamentale della procedura.
Il nodo politico-amministrativo è ora sul tavolo: la Regione e gli enti locali titolari delle funzioni di controllo potrebbero sollecitare chiarimenti formali, mentre il vertice aziendale dovrà valutare come difendere la regolarità degli atti e allo stesso tempo garantire la continuità dei servizi. In città la discussione si sposta in fretta dalla dimensione giudiziaria a quella pratica: non è solo questione di responsabilità individuale, ma di come si traduce quella verifica in scelte di governo del trasporto pubblico locale. Per i napoletani, la posta in gioco resta semplice e concreta: che i treni arrivino in orario e in sicurezza.