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Emergenza West Nile a Napoli: un 77enne di Marano ricoverato per caso grave

Di Redazione27 Luglio 2026 - 06:391 ora fa 3 min di lettura
Emergenza West Nile a Napoli: un 77enne di Marano ricoverato per caso grave

Il virus West Nile torna a far tremare la Campania: dopo mesi di apparente calma, a Napoli è stato registrato il primo caso del 2026 della forma neuroinvasiva dell’infezione, una notizia che riaccende i riflettori su un pericolo mai del tutto dimenticato e che preoccupa i residenti. Il paziente, un uomo di 77 anni di Marano, è arrivato al pronto soccorso del CTO dei Colli Aminei con febbre e sintomi neurologici. Una situazione che ha richiesto un’azione tempestiva da parte del personale medico, specializzato in malattie infettive e pronto a gestire queste emergenze.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’ospedale ha attivato immediatamente il protocollo di diagnosi e cura previsto, che ha incluso esami ematici e analisi del liquido cerebrospinale. Gli esiti hanno confermato il timore dei camici bianchi: l’uomo aveva contratto il virus. Trasferito poi all’ospedale Cotugno per ulteriori accertamenti, fortunatamente le sue condizioni sono migliorate e il ritorno a casa è previsto nelle prossime ore.

A preoccupare ulteriormente c’è il dato: quello di Napoli non è un caso isolato. Si tratta del sesto caso sintomatico accertato in Campania dall’inizio della stagione estiva, con focolai principali nel Casertano, già colpito da un’epidemia lo scorso anno. I contagi riguardano pazienti di diverse municipalità, da Casapesenna a Formia, mentre un ulteriore caso sospetto nel Salernitano è stato escluso attraverso i test sull’Rna virale. Questo scenario mette in allerta i dipartimenti di prevenzione delle ASL, che hanno intensificato le indagini epidemiologiche per mappare i movimenti dei pazienti e identificare eventuali aree rischiose.

Le autorità sanitarie stanno monitorando con attenzione il litorale domizio e le zone umide della provincia, habitat ideali per la proliferazione della zanzara Culex pipiens, principale vettore del virus. A tal proposito, in molti comuni sono già state avviate campagne di disinfestazione, coinvolgendo anche agricoltori e cittadini in operazioni di controllo delle larve.

Le statistiche del 2025 parlano chiaro: in Campania si sono registrati 151 casi di infezione, di cui 60 solo nel Casertano, con una macabra lista di 13 decessi, quasi tutti concentrati nella stessa area. Le autorità hanno rafforzato il sistema di sorveglianza, installando trappole per catturare zanzare e monitorando la fauna selvatica, in particolare uccelli e cavalli, evidenziando così la gravità della situazione.

Se il virus provoca grande angoscia, gli specialisti del Cotugno ci tengono a ricordare che la prevenzione rimane la nostra arma migliore. L’uso di repellenti, abiti lunghi nelle ore serali e l’eliminazione di ristagni d’acqua sono alcune delle misure fondamentali per proteggersi. “Le forme neuroinvasive rappresentano meno dell’1% delle infezioni”, spiega Vincenzo Di Sarno, primario del pronto soccorso, sottolineando come le categorie più vulnerabili siano gli anziani e le persone con malattie preesistenti. Nonostante ciò, è fondamentale mantenere alta l’attenzione.

Per i napoletani, la questione West Nile non può essere sottovalutata. Se da un lato l’80% dei contagiati non presenta sintomi, dall’altro il timore di un’infezione grave ribadisce quanto sia cruciale intervenire subito. La città osserva questo nuovo allerta con un misto di apprensione e determinazione. L’auspicio è che da questa emergenza possano scaturire strategie efficaci per proteggere la salute pubblica e salvaguardare la sicurezza dei nostri territori.

La domanda che ci portiamo a casa rimane: quali saranno le prossime mosse delle istituzioni per affrontare questa sfida? I cittadini e le famiglie chiedono risposte chiare e tempestive, affinché il buio di una epidemia non torni a stendere il suo manto su Napoli e la sua provincia.